INFORM - N. 146 - 29 luglio 2010


FARNESINA

VII Conferenza degli Ambasciatori italiani nel mondo

L’intervento del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi

“La nostra diplomazia è una forza viva del sistema produttivo dell’Italia. Necessaria una maggiore proiezione mediatica all’estero per dare un’immagine reale del nostro paese”

 

ROMA – La VII Conferenza degli ambasciatori italiani nel mondo si è chiusa con l’intervento del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il premier dopo aver espresso cordoglio per la morte dei due soldati italiani in Afghanistan in una missione che “va portata avanti per evitare terribili conseguenze nel mondo intero”, ha sottolineato come l’attuale governo, nonostante le versioni date dai giornali, sia saldo. “ Io sono sereno, - ha affermato - se vi sarà una divaricazione all’interno della coalizione di maggioranza i numeri sono abbondanti. Non c’è alcuna possibilità di cambiamento di governo”. Berlusconi ha poi evidenziato come negli ultimi due anni il Governo abbia ottenuto ottimi risultati nella semplificazione burocratica, vedi legge sulla libertà d’impresa, nella lotta alle organizzazioni criminali, nella ricostruzione del dopo terremoto in Abruzzo, nella lotta all’immigrazione clandestina e nel salvataggio della compagnia di bandiera “Alitalia”.  Il premier ha inoltre parlato della necessità di varie riforme come quella delle giustizia penale, del fisco e della stessa architettura dello Stato che attualmente, a suo giudizio,  segmenta troppo i poteri e da prerogative insufficienti al Consiglio dei Ministri.

“Da tanti anni sulla scena internazionale – ha poi aggiunto Berlusconi entrando nel merito del dibattito - ho avuto modo di avere al fianco gli ambasciatori e sono stato sorpreso dalla loro capacità professionale e di relazionarsi con gli altri che ho sempre incontrato. Vi sono poi state situazioni difficili che sono sempre state brillantemente superate dagli ambasciatori della Farnesina. Complimenti quindi per vostra professionalità e per come svolgete la vostra missione, rappresentando e difendendo gli interessi dell’Italia e del nostro sistema produttivo non soltanto nei paesi in cui siete a lavorare”.

Per quanto riguarda invece la lettera di protesta contro i tagli della finanziaria inviata dagli ambasciatori e dai massimi dirigenti della Farnesina alle più alte cariche dello stato, Berlusconi ha precisato come questa manovra, che ha imposto il congelamento degli stipendi nei prossimi tre anni, sia dettata da un momento contingente.   “Vi sono forti segnali di ripresa – ha spiegato – quindi prossimamente noi potremo tornare su questo aspetto e fare quei cambiamenti da voi auspicati. E’ un impegno di lavoro che mi prendo di fronte a tutti voi. Abbiate la certezza che lavoreremo insieme affinché questa cosa non si prolunghi nel tempo”.

“Io ho colto e condiviso lo spirito di fondo della lettera – ha aggiunto in un secondo momento Berlusconi rispondendo alla domanda della presidente del sindacato dei diplomatici Cristina Ravaglia che ha precisato come la missiva non fosse rivendicativa ma esprimesse  preoccupazione per i continui tagli alle risorse che mettono a rischio le sorti della politica estera italiana-  che era quello di poter avere tutte le risorse e gli strumenti affinché il paese possa sviluppare una politica estera degna. Ho colto questa preoccupazione e la faccio mia. Provvederemo, nell’ambito delle possibilità, uscendo da questo momento difficile”.

“In questi ultimi anni – ha poi ricordato Berlusconi – abbiamo portato avanti la diplomazia commerciale e siamo riusciti ad ottenere risultati importanti. Oggi la nostra diplomazia è una forza viva del sistema produttivo del paese. Credo che si debba continuare in questa direzione, ovvero affiancare le imprese italiane che vogliono intervenire sui mercati dei paesi in cui operate, intensificando gli studi di mercato che possono individuare le possibilità dei nostri prodotti di eccellenza e  promuovendo sempre di più le visite all’estero dei nostri imprenditori che sono il petrolio dell’Italia. Si può porre in essere un’azione di questo genere su tutti i mercati. La crisi è stata dura ma ha fatto capire ai nostri imprenditori che devono portarsi sui mercati internazionali espandendo la loro proiezione commerciale e credo che nessuno possa essere vicino a loro meglio delle nostre ambasciate e consolati”. Il premier ha inoltre sottolineato la necessità di dare un’immagine più realistica del nostro paese sulla stampa internazionale, ad esempio incentivando, presso i paesi dove operano gli ambasciatori, servizi sulle emittenti locali anche al fine di favorire il turismo verso il nostro paese e la promozione del made in Italy. Per porre in essere questa maggiore proiezione mediatica all’Italia, Berlusconi ha quindi ipotizzato la realizzazione di un piano specifico con interviste, presso i giornali esteri, al  presidente del Consiglio, ai ministri e agli imprenditori italiani.     

Fra le domande che i diplomatici  hanno rivolto al premier segnaliamo quella dell’ambasciatore italiano a Beirut Gabriele Checchia che ha ricordato il positivo ruolo svolto dall’Italia nel dialogo fra palestinesi e israeliani. Su questo punto Berlusconi ha assicurato che il nostro paese continuerà a portare avanti una posizione di equilibrio lavorando anche ad eventuali interventi di emergenza. “Abbiamo dedicato buona parte dei lavori all’internazionalizzazione delle imprese – ha invece affermato l’ambasciatore d’Italia a Buenos Aires Guido Walter La Tella  - e il concetto di fare sistema funziona ed è ormai metabolizzato da tutti. Vi è però il problema delle risorse che rappresentano degli investimenti con ritorni importanti. Però abbiamo bisogno di quel minimo al di sotto del quale non possiamo andare”. Una valutazione, quest’ultima, che è stata condivisa dal presidente Berlusconi”. (Goffredo Morgia - Inform)


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