DIRITTI UMANI
Lo
scrittore è stato arrestato e poi liberato, ma non può lasciare l’Isola
Nencini: “Cuba liberi Almeida, può curarsi
in Toscana”
“La figlia Indira mi ha chiesto di portare
avanti questa battaglia”
FIRENZE - “Facciamo appello al governo cubano affinché
lasci uscire dal paese per curarsi Juan Juan Almeida, scrittore e figlio di
un comandante della rivoluzione”, spiega l’assessore della Regione Toscana alla
promozione dei diritti umani Riccardo Nencini. “
Già una settimana
fa
“Negli ultimi
sette anni è stato arrestato sei volte” spiega al telefono la figlia Indira,
che vive a Miami da un anno assieme alla madre Consuelo che è lì invece da due
e che pochi giorni dopo la di
Negli ultimi sette anni Almeida è uscito ed entrato in carcere più volte oppure è stato costretto agli arresti domiciliari. Ha protestato in piazza della Rivoluzione e davanti alla casa di Castro per il visto chiesto e negato dal 2003 e per questo l'ultima volta è stato arrestato. La prigionia di Almeida per fortuna anche stavolta non è durata molto e sabato il governo dell'isola lo ha rilasciato per motivi di salute. “E' svenuto ed è stato ricoverato in ospedale. Ora è a casa”, racconta sempre la figlia, che spiega anche i dettagli della malattia del padre. Ma Juan Juan non si è arreso e ha voluto ribadire la propria condizione di dissidente in patria riprendendo lo sciopero della fame avviato a giugno e interrotto solo nei giorni della carcerazione. “Nei prossimi giorni organizzeremo probabilmente una conferenza stampa anche in Florida a Miami”, spiega al telefono la figlia dello scrittore.
Il padre di Juan Juan Almeida, scomparso da non molto tempo, è stato un'icona storica della rivoluzione cubana. Juan Almeida Bosque fu infatti un comandante della rivoluzione: il numero tre, dopo Fidel Castro e Che Guevara.
“Il governo cubano - spiega Nencini - aveva reso noto di essere pronto a liberare alcune detenuti politici qualche settimana fa. Se il passaporto sarà riconsegnato anche a Juan Juan Almeida noi siamo pronti ad ospitarlo”. Intanto lo scrittore ringrazia per il gesto e attende fiducioso. Lo ha detto alla figlia, con cui nonostante la situazione riesce a parlare quasi tutti i giorni.
Le città rifugio toscane
Nel 2005 la rete
Inca ha cessato di esistere, ma è stata subito sostituta dopo dalla rete Icorn,
con sede in Norvegia, e
Vittima di spondilite
Lo scrittore Juan
Juan Almeida chiede dal 2003 di potersi curare all'estero. «Ma le sue lettere
inviate a Raoul Castro e al governo – dice la figlia – non hanno mai ricevuto
risposta». Da due anni, quando ancora ero vivo suo padre, chiede di poter andare
negli Stati Uniti in modo da visitare anche la moglie Consuelo e la figlia di
venticinque anni. Ma il permesso gli è stato sempre negato. Ha provato anche
ad uscire dall'isola un paio di volte, illegalmente, ma senza successo. In casa
gli è stato sequestrato tutto: computer, scritti, oggetti personali. «La malattia
che lo ha colpito è la spondilite anchilosante, - spiega ancora la figlia Indira - una malattia
cronica con una forte predisposizione genetica». Provoca la perdita di abilità
nelle articolazioni, rende difficile la postura eretta e in qualche caso comporta
problemi alla vista. Negli anni Ottanta lo scrittore Almeida fu portato dalla
Croce Rossa internazionale in Belgio, per cure che a Cuba non erano disponibili.
“Da oltre dieci anni non è più stato più sottoposto a trattamenti specifici”,
racconta sempre la figlia. (Walter Fortini/