CAMERA DEI DEPUTATI
Una
interrogazione di Marco Fedi ai ministri del Lavoro e degli Esteri
Pensionati residenti all’estero e verifica
dell’esistenza in vita
ROMA - Con una interrogazione rivolta ai ministri del Lavoro e degli Affari Esteri, Marco Fedi (Pd) pone in evidenza le difficoltà connesse all’attuale procedura per la verifica dell’esistenza in vita dei pensionati italiani all’estero, con conseguenti sospensioni improprie della pensione. Da qui l’opportunità di adottare moderni ed efficienti meccanismi di verifica che tengano conto delle esigenze dei pensionati.
Qui di seguito il testo dell’interrogazione
a risposta scritta depositata il 26 luglio.
“Al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, al Ministro degli Affari Esteri.
- Per sapere - premesso che:
la verifica di esistenza in vita è una necessaria operazione di controllo che gli istituti previdenziali, tra cui l'INPS, debbono portare avanti con assoluta precisione e tempestività;
la verifica dovrebbe avvenire automaticamente attraverso lo scambio di informazioni con gli enti previdenziali e fiscali, nonché gli istituti di credito preposti al pagamento delle pensioni medesime e ogni altra banca dati collegata agli istituti previdenziali o alla quale i medesimi possono accedere;
la verifica dell'esistenza
in vita per i residenti all'estero avviene esclusivamente attraverso l'invio
cartaceo di una di
se non si ritenga opportuno prevedere sempre, nella stipula di convenzioni bilaterali, un'apposita clausola sullo scambio di informazioni limitatamente alla verifica di esistenza in vita;
se non si ritenga comunque opportuno procedere alla stipula di accordi sullo scambio di informazioni e sulla verifica dell'esistenza in vita con i Paesi con i quali sono in vigore convenzioni bilaterali di sicurezza sociale e/o fiscali, tenendo conto delle norme su privacy e riservatezza delle informazioni;
se non si ritenga analogamente indispensabile adottare moderni ed efficienti meccanismi di verifica dell'esistenza in vita che tengano conto delle esigenze degli utenti;
se non si ritenga
utile prevedere la possibilità di trasmettere elettronicamente l'esistenza in
vita all'istituto di credito o all'istituto previdenziale - attraverso terminale
consolare oppure a mezzo posta elettronica certificata - per evitare o ridurre
i casi di impropria sospensione della pensione o di pagamento differenziato
dal normale accredito bancario”. (