STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO
Su
“Tribuna Italiana” del 28 luglio 2010 l’editoriale del direttore Marco Basti
Interrogazioni senza risposta
BUENOS AIRES - Le proteste raccolte dalla TRIBUNA ITALIANA sui gravi disagi provocati agli anziani italiani titolari di pensioni italiane, per poter riscuoterle e le loro lamentele per quella che hanno considerato mancanza di interesse o di intervento da parte dei nostri rappresentanti, a cominciare dai nostri parlamentari, ci ha portato a conoscenza di due iniziative di due deputati della Circoscrizione Estero, eletti nell’America Meridionale: gli onorevoli Giuseppe Angeli del partito di governo, il Pdl, e Ricardo Merlo, titolare del Maie, partito all’opposizione.
Quest’ultimo, prendendo lo spunto dalle denunce di cui si è fatto eco il nostro settimanale, ha presentato una interrogazione parlamentare ai ministri degli Esteri Franco Frattini e quello del Lavoro e Sicurezza sociale Maurizio Sacconi, nella quale descrive l’ingiustizia della situazione e l’inadeguatezza del sistema. "Per noi del Maie - ha affermato l'on. Merlo - questa situazione è veramente inaccettabile e non smetteremo di lottare perché sia cambiata".
L’intervento dell’on. Angeli scattava già ai primi segnali di allarme, di cui ci facevamo eco nell’edizione dello scorso 12 maggio e il 26 maggio, presentava alla Camera un’interrogazione parlamentare rivolta Ministero degli Affari Esteri e al Ministero delle Politiche Sociali. Un documento molto articolato nel quale descriveva come si stava sviluppando la questione, i problemi che stava creando ai pensionati, che concludeva così: “...che i nostri connazionali pensionati, anziani, indigenti e spesso con problemi di salute hanno tutto il diritto di percepire, per l'esercizio dei diritti alla salute, all'esistenza dignitosa, alla parità, dopo una vita di onesto lavoro che ha onorato la patria, diritti tutti costituzionalmente sanciti, con l'obbligo dello Stato di rimuovere gli ostacoli tutti, di ordine sociale ed economico che, limitando, di fatto, la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione all'organizzazione del nostro Paese."
Nessuno dei due atti dei deputati Angeli e Merlo, hanno avuto, fino ad oggi, risposta da parte dei ministri o dei loro collaboratori.
Il Comites di Buenos Aires, si è impegnato sulla questione, decidendo l’invio di due lettere. La prima nel mese di maggio e la seconda nei giorni scorsi, dopo due riunioni dell’Esecutivo, allargato agli altri consiglieri, durante le quali, i giorni 14 e 20 di questo mese, si è tornato a parlare dei disagi dei pensionati italiani in Argentina. Le due lettere sono state indirizzate al dott. Salvatore Ponticelli, responsabile del settore convenzioni internazionali dell’INPS e pertanto dirigente direttamente interessato alla questione. Il carteggio intercorso tra il Comites e il dott. Ponticelli può essere consultato al nostro sito internet, al link http://www.tribunaitaliana.com/?q=node/2423
Il dott. Ponticelli rispose nel mese di maggio alla prima lettera del Comites, spiegando che: “La verifica dell’ esistenza in vita dei pensionati, com’è noto, contribuisce ad assicurare la correttezza dei pagamenti dei trattamenti previdenziali. L’accertamento viene effettuato dall’Istituto di Credito aggiudicatario in adempimento di un preciso obbligo, previsto a suo carico dall’ art. 5 delle “Condizioni speciali per l’esecuzione del servizio di pagamento delle pensioni e delle prestazioni Inps a beneficiari residenti all’estero”.
Iniziando così la sua risposta alla lettera del Comites che denunciava i disagi, il funzionario dell’INPS ha messo in chiaro quale è il primo obiettivo dell’ente: controllare che nessuno stia prendendo una pensione che non gli spetta. Ed è giusto. Solo che il modo predisposto per controllare, va a danno di migliaia di anziani.
Ci domandiamo
a che serve un certificato di esistenza in vita quando tanti anziani si recano
mensilmente a riscuotere la pensione e devono presentare i loro documenti di
identità alla banca prima di riscuotere. Ci domandiamo se l’INPS o l’ICBP, non
avrebbero potuto chiedere alla stessa Banca Itaù di reclamare i certificati
di esistenza in vita, rinviando il pagamento - come viene fatto con
L’eccesso di zelo nel voler controllare, evidentemente è più importante dei disagi e dei danni causati a migliaia di anziani che, d’altra parte, si trovano lontani e non hanno nè la forza nè la possibilità di disturbare i funzionari romani.
Ma torniamo alle due interrogazioni presentate dagli onorevoli Angeli e Merlo. Aggiungiamo ad esse le lettere inviate dal Comites di Buenos Aires e i comunicati dei patronati ed altre eventuali azioni di cui non siamo a conoscenza. Dobbiamo constatare che finora non c’e`stata alcuna risposta. Lo stesso deputato Giuseppe Angeli, che presentò la sua interrogazione nell’ormai lontano mese di maggio, riconosce che, purtroppo, non ha avuto ancora risposta da parte dei ministri. Temiamo che con l’avvicinarsi delle vacanze, le risposte tarderanno ancora a venire, come probabilmente succederà con l’interrogazione fatta dal deputato Merlo.
A questo punto, non è superfluo insistere nel dire che sono ulteriori dimostrazioni del fatto che non contiamo per niente a Roma. Non contiamo perché non abbiamo una voce forte e, soprattutto, unita. Non contiamo perché ognuno fa o cerca di fare, il meglio che può, il proprio mestiere. Di occuparsi della propria fetta di rappresentanza. Ma in un caso come questo, la constatazione dell’inutilità di una rappresentanza divisa è evidente.
In un caso come questo, ci vuole il coraggio di mettere da parte le proprie bandiere, per innalzare la bandiera di tutti. Si rende necessario cercare il dialogo fra le varie componenti della rappresentanza della nostra comunità, su questo tema specifico.
Perché finora solo gli anziani stanno pagando il costo dell’inefficienza e dell’insensibilità dell’INPS e dell’ICBP.
Solo loro devono farsi carico della scarsa o nulla importanza che danno in Italia a tutta la filiera di vari gradi dei nostri rappresentanti.
Vero è che gli
anziani sono pochi e contano poco politicamente. Ma vogliamo credere che la
nostra comunità non ha perso, almeno completamente, i sentimenti di solidarietà
e di appartenenza che aveva una volta. I nostri anziani, coloro che hanno fatto
tanto per la nostra collettività, meritano l’impegno di tutti i nostri rappresentanti,
almeno per ottenere risposte convincenti dall’Italia. (Marco Basti-Tribuna Italiana/