FARNESINA
VII Conferenza degli ambasciatori
italiani nel mondo
Gli interventi del segretario generale del Mae e del
decano degli ambasciatori
Massolo: “La Farnesina ha perseguito il processo di rinnovamento
e conta sull’impegno del proprio personale. Sarebbe un peccato frustrare questo
capitale di ricerca del meglio”
Surdo: “Le criticità del bilancio del ministero rischiano
di minare l’efficacia della nostra azione e di quella complessiva della politica
estera”
ROMA – La sessione inaugurale della settima Conferenza degli ambasciatori d’Italia, dal titolo “Rinnovarsi per crescere”, è stata anche caratterizzata dagli interventi del segretario generale della Farnesina Giampiero Massolo e del decano degli ambasciatori Vittorio Claudio Surdo che attualmente dirige la nostra sede diplomatica a Mosca.
“Questa conferenza – ha spiegato Massolo – ci dà la possibilità di presentare un ministero che ha avviato un preciso processo di rinnovamento della sua struttura interna e della rete esterna, nei metodi di lavoro e degli strumenti di gestione. Un mistero al passo con in tempi, impegnato a recuperare efficienza e a fare uso oculato delle risorse dei contribuenti. Questo incontro si svolge inoltre in un momento in cui il Mae è pervaso da un forte disagio a fronte del succedersi di misure quantitative e qualitative che molto demotivano le persone e molto alterano le strutture rispetto al gettito che effettivamente producono. Il ministro Frattini – ha proseguito Massolo - ha affermato che non vi è per l’Italia futuro sicuro e competitivo senza una politica estera efficace e sostenibile nel tempo. Come amministrazione al servizio di questo obiettivo siamo convinti di rappresentare uno strumento nel quale all’Italia, del settore pubblico e privato, conviene investire”.
“Per rendere l’investimento
sempre più conveniente – ha precisato il segretario generale -
“Lanciamo dunque – ha concluso Massolo - sia un segnale di allarme, affinché non si finiscano per compromettere funzioni che danno autorevolezza e competitività allo Stato, sia un appello perché possa applicarsi nella definizione delle misure di risparmio, a cui nessuno pensa di sottrarsi, un produttivo metodo del dialogo e un confronto con l’interessato. Un dialogo che consenta di assicurare alla politica estera e allo strumento incaricato di eseguirla opportuna flessibilità e ragionevole pianificazioni delle indispensabili risorse umane e finanziarie”.
Preoccupazioni per le conseguenze di alcuni provvedimenti della manovra finanziaria all’esame del Parlamento sono state espresse anche dall’ambasciatore Surdo che ha inoltre ricordato come negli ultimi anni le risorse del Mae, attestate intorno allo 0,23% del bilancio dello Stato, abbiano subito , a partire da quelle destinate alla cooperazione allo sviluppo, drastiche ridimensionamenti. Decurtazioni che rischiano di attenuare l’incisività e la capacità di intervento dell’Italia verso l’esterno, proprio nel momento in cui il fattore della competitività del sistema paese diviene cruciale nel mondo globalizzato.
“Non vi è dubbio – ha precisato Surdo - che la diplomazia abbia il dovere di adattarsi alle risorse disponibili e di gestirle al meglio nell’interesse del paese. La stessa impostazione della riforma del ministerpo che costituisce il tema principale della conferenza ne è eloquente testimonianza, consideriamo tuttavia nostro preciso dovere e diritto far presente che le criticità del bilancio del ministero rischiano di minare l’efficacia della nostra azione e di quella complessiva della politica estera del paese... Per quanto riguarda specificatamente la carriera diplomatica – ha aggiunto Surdo - comprendiamo, in quanto rivolti alla generalità dei pubblici dipendenti, il blocco temporale del rinnovo contrattale, i tagli dei livelli stipendiali oltre determinate soglie e il congelamento del triennio, a parità di condizione, del trattamento economico fondamentale. Non possiamo invece non essere allarmati dalle misure che per la loro natura sono suscettibili di ledere in modo sistemico la nostra funzione, mi riferisco in maniera particolare alla soppressione della diaria di missione ed al congelamento degli effetti economici delle promozioni della carriera. Soprattutto mortificante è quest’ultima misura che aggredisce il principio dello sviluppo professionale basato sul merito, verificato attraverso la scrupolosa opera di valutazione e selezione che ci accompagna a tutti i livelli”.
Surdo ha inoltre
auspicato, nella prospettiva di un possibile miglioramento della situazione
dei conti pubblici, un’inversione di tendenza che blocchi l’erosione delle risorse
pubbliche destinate al Mae e permetta, grazie a nuovi fondi, di rilanciare la
politica estera italiana a tutt’oggi impegnata nella promozione del “Sistema
Italia” a fronte di concorrenti sempre più agguerriti. Il diplomatico, dopo
aver riaffermato l’impegno di tutta la categoria a svolgere con efficienza e
lealtà i propri compiti, ha infine lanciato un appello affinché venga scongiurato
“il rischio della paralisi di un ministero, che lungi dall’adagiarsi sulle sue
posizioni, si rinnova e si trasforma per rispondere al meglio alle istanza dei
cittadini”. (Goffredo Morgia –