INFORM - N. 144 - 27 luglio 2010


FARNESINA

VII Conferenza degli Ambasciatori italiani nel mondo

Frattini: “Assicurare i mezzi alla Farnesina del futuro perché assolva le sue funzioni nel mondo in evoluzione”

 

ROMA - La settima Conferenza degli Ambasciatori rappresenta “l’occasione per riflettere sul ruolo della diplomazia nella storia italiana, sul futuro della politica estera e sui mezzi che dobbiamo assicurare alla Farnesina del futuro perché assolva le sue funzioni in un mondo in evoluzione”. Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri Franco Frattini nel suo discorso di apertura della Conferenza.

Il Mae, ha evidenziato Frattini, “deve certamente dare e darà un contributo al risanamento dei conti pubblici ma non può essere privato di risorse indispensabili a consolidare l’Italia nel mondo”. Sulla questione Frattini ha spiegato di essersi mosso “perché il sostegno alla Farnesina non sia incompatibile con la riduzione del deficit e la politica di risparmi necessari a difesa della moneta unica”. Per evitare interventi che “se realizzati, come originariamente concepiti, sarebbero stati pregiudiziali per il funzionamento del ministero”.

Durante il suo intervento il ministro si è inoltre soffermato sia sul ruolo della diplomazia nella storia italiana e nella definizione dell’identità nazionale - i nostri ambasciatori e consoli nel mondo promuovono il sistema produttivo italiano, valorizzano il nostro patrimonio culturale e fanno conoscere le tante radici italiane – sia sulle sfide dei nuovi scenari internazionali della globalizzazione. “La  politica estera italiana – ha spiegato  Frattini - è destinata largamente a fondarsi oggi più che mai sulla sinergia tra sforzo nazionale, livello euro-atlantico e governance multilaterale. … La funzione diplomatica rappresenta una risorsa, e credo che ne avremo una prova concreta in occasione delle molte celebrazioni del 150 anniversario dell’Unità d’Italia che si terranno all’estero, e che rivelano si d’ora un patrimonio di simpatia e di empatia verso il nostro Paese in situazioni e coordinate geografiche che in teoria sembrerebbero da noi molto distanti, e non solo in senso spaziale”.

“ E’ interesse nazionale dell’Italia – ha aggiunto Frattini - poter destinare alla sua proiezione estera, ed alla funzione diplomatica in particolare, risorse adeguate. ... il ministero degli Esteri è al contempo un essenziale ‘punto rete’ e un ‘gestore di rete’. La rete diplomatica e consolare italiana rappresenta un insieme di realtà che, sotto l’azione di coordinamento e l’impulso sinergico dei nostri ambasciatori nei rispettivi Paesi di accreditamento, costituisce un asset di eccezionale importanza. La Farnesina, per quanto le compete, non chiede di meglio che mettere questo straordinario strumento al servizio dello sviluppo, della sicurezza e della prosperità nazionale”.

Il ministro ha poi illustrato gli obiettivi e i contenuti della riforma del Mae che si prefigge di dare al ministero “coerenza sistemica” e si inserisce in un percorso mirato volto “a fare della diplomazia economica e di quella culturale parte sempre più rilevante della politica estera del Paese”. Frattini ha spiegato come questa innovazione anche organizzativa si basi su pilastri fondamentali come ad esempio  “l’interconnessione tra sfide, minacce e rischi che si riflette nella nuova struttura della direzione per gli Affari Politici e di Sicurezza. Il secondo pilastro invece trova espressione nella direzione generale per la Mondializzazione e gli Affari Globali; il terzo pilastro è l’Europa mentre il quarto è la promozione del sistema Paese all’Estero”.

“Avevamo 13 direzioni generali, ne avremo solo 8, ma ci saranno sinergie che prima non avevamo”, ha aggiunto il ministro, che ha anche ricordato l’importanza del processo di digitalizzazione previsto dalla riforma, ormai nel Mae tutti i documenti vengono trasmessi attraverso l’uso della posta elettronica certificata,  e l’innovativa autonomia finanziaria e di gestione delle sedi all’estero: “E’ un vero e proprio progetto pilota all’interno della Pubblica amministrazione, - ha spiegato infine Frattini - che accresce ruolo e responsabilità gestionale degli ambasciatori e innesca un processo virtuoso”. (Inform)


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