STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO
Da
“
Venezuela, terra fertile per gli imprenditori
marchigiani
CARACAS - Lezioni di cucina per giovani chef, assaggi guidati di vini, presentazione di prodotti tipici e tanti incontri nella breve permanenza della delegazione marchigiana in Venezuela. Secondo il consigliere dell’Assemblea legislativa delle Marche, Paolo Perazzoli, il Paese latinoamericano è ancora un territorio fertile per gli imprenditori italiani. Tra i settori trainanti cita quelli dei mobili, delle attrezzature alberghiere, degli elettrodomestici, delle calzature e dell’agroindustria. Secondo il direttore dell’Ice, Alfredo Giorgi, “queste missioni permettono di far conoscere i manufatti regionali e di proporli al mercato. Il Venezuela - spiega - ha bisogno di importare”.
Il consigliere Perazzoli fa il bilancio
della missione marchigiana in Venezuela: “Le difficoltà possono trasformarsi
in opportunità”
Corso di cucina per alcuni giovani cuochi, assaggi guidati di vini, presentazione di prodotti tipici della regione, incontri. La breve permanenza della delegazione marchigiana è stata un vero e proprio “tour de force”. Il risultato, comunque, è valso la pena. Almeno è questa l’opinione del consigliere dell’Assemblea legislativa delle Marche, Paolo Perazzoli.
- Io ho l’abitudine di dire quel che penso. Devo confessare che la vera ragione della mia presenza in Venezuela è la stima e l’amicizia che mi legano a Giovanni Lucci, un imprenditore che ha avuto la testardaggine e il coraggio di credere nel Paese. Il primo impianto lo realizzò a fine degli anni ’70 ed inizio degli ’80. Oggi, a distanza di 30 anni, è impegnato nella costruzione di una cella frigorifera di oltre 10 mila metri quadrati. L’impianto complessivo ne occupa 12 mila. “Per la nostra realtà, sono dimensioni medio-piccole ma, per il Venezuela, senz’altro grandi. I lavori dovrebbero concludersi entro l’anno. Quindi, sono venuto a manifestare la soddisfazione della nostra regione”. Cerchiamo di dire a questo imprenditore che crediamo in lui.
Perazzoli parla a getto. E’ spontaneo. Ma, attenzione, non per questo è meno prudente o non misura le parole. Al contrario, ad ognuna di esse attribuisce la giusta importanza-. In questi giorni – prosegue - mi sono reso conto delle tante difficoltà che vive il paese; difficoltà che pesano in chi vi lavora. Ma mi sono anche convinto che queste possono rappresentare delle opportunità. Sono occasioni importanti per coloro che non restano ad osservare. In Italia, oramai, siamo un po’ tutti ‘seduti’.... stanchi, sazi. Abbiamo bisogno di imprenditori come Lucci, con tanta voglia di fare, di innovare, di crescere.
Spiega che le potenzialità della Regione Marche sono riscontrabili nell’industria. E tra i settori trainanti cita quelli dei mobili, delle attrezzature alberghiere, degli elettrodomestici e delle calzature. C’è poi l’agroindustria, localizzata nell’ascolano. La filiera del freddo risponde proprio alle esigenze sorte dallo sviluppo di questo settore, oltre all’ittico.
Si sofferma in particolare sul comparto della pesca per spiegare l’importanza dell’industria del freddo. Ed infatti, oggigiorno il pesce, per conservarne tutta la freschezza, viene congelato in celle frigorifere già sul peschereccio.
- E’ nostro desiderio metter su alcuni progetti; dar vita ad alcune filiere - sostiene -. E’ stato consigliato di iniziare dai pomodori, per arrivare alla produzione dei pelati per supermarket e ristoranti. Credo che si potrebbero anche studiare progetti di collaborazione. Ad esempio, vendita di tecnologia accompagnata dalla formazione per la sua gestione. Le possibilità sono tante. Nelle Marche esistono aziende grandi e piccole, veri gioielli che producono, ad esempio, attrezzature per cucine e fabbriche.
Afferma che il Venezuela è grande ed ha bisogno di impianti “come il frigorifero che, nei pressi di Caracas, costruisce Giovanni Lucci”. - Bisogna crearne assolutamente altri – sostiene -. E non solo per il prodotto congelato, ma anche per il fresco.
- A suo avviso, vi sono possibilità di joint-ventures tra industriali marchigiani e imprenditori italo-venezuelani? - E’ evidente – risponde convinto – che sia per le distanze, sia per quel che sta accadendo nel paese non è pensabile realizzare investimenti alla leggera. L’ideale è iniziare rapporti con privati in loco per progetti comuni. Vediamo se riusciamo a presentare programmi importanti. Credo che ci sia la volontà e ci sono anche le condizioni.
- Avete avuto
colloqui con rappresentanti della nostra Camera di Commercio? - Sì – afferma
- c’è stato uno scambio di idee con Giovanni
- Questa missione può considerarsi una prima pietra per iniziative future? Come inciderà sull’imprenditore marchigiano la realtà del paese che, lo sappiamo, non rappresenta uno stimolo agli investimenti?
- Una prima pietra?
Certo - afferma immediatamente -. Ci piacerebbe costruire subito qualche cosa
di concreto. Voglio sottolineare che i nostri imprenditori hanno realizzato
investimenti anche nei paesi dell’Est a a Cuba. Rischiano. Insomma, sanno cogliere
le occasioni quando queste si presentano. Chiaramente, i contratti devono essere
precisi. E devono avere interlocutori “in loco” che li aiutino a capire. L’imprenditore
rischia ma deve logicamente valutare quei rischi. Deve poter ridurre i margini
di errore.
Il direttore dell’ICE di Caracas Alfredo
Giorgi: “Un bilancio assai positivo”
Il tetto di Caracas, o quasi. L’ufficio del dottor Alfredo Giorgi, Direttore dell’Ice di Caracas, è un vero salottino, confortevole e con una vista meravigliosa. Non una finestra ma un immenso cristallo che ci propone uno spettacolo incantevole; non la “sultana”, ai cui piedi ferve una metropoli piena di vita; ma l’altro versante, ugualmente verde, ugualmente rigoglioso, ugualmente esotico. Anch’esso mostra una natura che si ribella al cemento che consuma e corrode ormai ogni suo angolo. Ed è proprio in questo ufficio, al quale il trambusto della città non ha accesso, dove il Direttore dell’Ice ci traccia il bilancio sulla missione marchigiana; sulla breve visita realizzata dal Consigliere regionale, Paolo Perazzoli; dal sindaco di Ripatranzone, Paolo D’Erasmo; dal cuoco Alessandro Iaconi e dall’imprenditore Giovanni Lucci, presidente di Frigotecnica Internazionale (l’azienda impegnata nella costruzione di una delle celle frigorifere più grandi del Paese)
- E’ assai positivo – ci dice -. La tradizione enogastronomica marchigiana non è molto presente in Venezuela. Si importano vini dal Veneto, dal Piemonte, dalla Toscana, ma non dalle Marche, che pure ha prodotti di ottima qualità. Queste missioni permettono di far conoscere i manufatti regionali e, quindi, di proporli al mercato.
Sostiene che anche la formazione di ben 30 ragazzi, studenti di 5 istituti di cucina di Caracas, è stato un successo.
- Questi giovani hanno assistito ad un corso dettato loro da un cuoco marchigiano altrettanto giovane: Alessandro Iaconi. E’ stata una esperienza interessante. Non è mancato l’incontro con la comunità. E neanche l’aspetto puramente commerciale: giornalisti ed esperti del settore sono stati invitati ad un ‘assaggio guidato’ di vini e piatti tipici marchigiani, tutti realizzati con prodotti della regione.
Poi, per concludere, una riflessione finale:
- Vogliamo sperare
che le misure economiche adottate dal governo non pregiudichino la richiesta
dei prodotti. Le leggi devono essere fatte a misura del paese. Ed oggi il Venezuela
ha bisogno di importare. Vuol dire, pertanto, che si devono studiare soluzioni.
Queste potrebbero arrivare dall’ambito legislativo, ed avere come obiettivo
la soddisfazione piena del mercato. (La Voce d'Italia/