INFORM - N. 144 - 27 luglio 2010


CONFERENZA-DIBATTITO

“Brasile oggi: un paese che sfida la crisi”

A Genova Fabio Porta e Edoardo Pollastri intervengono al seminario della Fondazione “Casa America”

 

GENOVA - Ad un mese di distanza dalla visita del presidente del Consiglio Berlusconi a San Paolo e in vista delle iniziative previste per l’anno dell’Italia in Brasile, il presidente della Fondazione “Casa America”, Roberto Speciale, ha promosso una conferenza-dibattito sul Paese sudamericano. All’iniziativa ha partecipato un folto pubblico composto prevalentemente da imprenditori e operatori economici, ma anche rappresentanti di Ong e dell’associazionismo. Presenti anche i rappresentanti consolari del Brasile e del Perù a Genova; è anche intervenuto il Presidente della Provincia di Genova, Alessandro Repetto.

Dopo l’intervento introduttivo del presidente della Fondazione “Casa America”, Edoardo. Pollastri, presidente della Camera di Commercio italo-brasiliana di San Paolo, ha svolto una relazione sulla situazione attuale e sulle prospettive future dell’economia brasiliana anche in relazione all’interscambio con l’Italia.

E’ stata quindi la volta di Fabio Porta, deputato del Pd eletto in America Meridionale, che si è soffermato sul ruolo strategico della collettività italiana residente in Brasile. “La presenza di una comunità di trenta milioni di italo-discendenti costituisce un’opportunità unica oltre che un vantaggio competitivo evidente per il nostro Paese – ha esordito Porta. - Un’opportunità che andrebbe valorizzata con politiche specifiche e non mortificata con il depotenziamento della rete consolare, lo svuotamento della “task-force” sulla cittadinanza o il progressivo azzeramento degli interventi in campo assistenziale o culturale”.

“Sembra quasi  che l’Italia continui a vedere un Paese come il Brasile e la nostra grande collettività che lì risiede come un peso e non come una straordinaria opportunità: non si spiegano altrimenti le difficoltà ancora irrisolte in materia di smaltimento dei processi di cittadinanza per gli italiani del Brasile o le timide politiche – se comparate con quelle di altri Paesi europei - in campo commerciale e culturale; basti pensare – ha specificato Porta – alle difficoltà degli istituti italiani di cultura, alla diminuzione dei fondi  per gli enti gestori dei corsi di lingua italiana, ma anche ai tagli al sistema delle camere di commercio o – infine – agli irrisori fondi che sarebbero destinati all’anno dell’Italia in Brasile previsto per il 2011”.

“Forse dovremmo chiederci – ha concluso il vice presidente del Comitato per gli italiani all’estero della Camera dei deputati – se sono ancora il Brasile e gli italo-brasiliani ad avere bisogno dell’Italia o se non siamo già di fronte alla situazione contraria; spero che l’intero ‘Sistema Italia’ riesca a dare in tempi brevi una risposta a questo interrogativo, prima che sia tardi e che altri colgano le opportunità disperse dal nostro Paese”. (Inform)


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