CONFERENZA-DIBATTITO
“Brasile oggi: un paese che sfida la crisi”
A Genova Fabio Porta e Edoardo Pollastri
intervengono al seminario della Fondazione “Casa America”
GENOVA - Ad un mese di distanza dalla visita del presidente del Consiglio Berlusconi a San Paolo e in vista delle iniziative previste per l’anno dell’Italia in Brasile, il presidente della Fondazione “Casa America”, Roberto Speciale, ha promosso una conferenza-dibattito sul Paese sudamericano. All’iniziativa ha partecipato un folto pubblico composto prevalentemente da imprenditori e operatori economici, ma anche rappresentanti di Ong e dell’associazionismo. Presenti anche i rappresentanti consolari del Brasile e del Perù a Genova; è anche intervenuto il Presidente della Provincia di Genova, Alessandro Repetto.
Dopo l’intervento introduttivo del presidente della Fondazione “Casa America”, Edoardo. Pollastri, presidente della Camera di Commercio italo-brasiliana di San Paolo, ha svolto una relazione sulla situazione attuale e sulle prospettive future dell’economia brasiliana anche in relazione all’interscambio con l’Italia.
E’ stata quindi la volta di Fabio Porta, deputato del Pd eletto in America Meridionale, che si è soffermato sul ruolo strategico della collettività italiana residente in Brasile. “La presenza di una comunità di trenta milioni di italo-discendenti costituisce un’opportunità unica oltre che un vantaggio competitivo evidente per il nostro Paese – ha esordito Porta. - Un’opportunità che andrebbe valorizzata con politiche specifiche e non mortificata con il depotenziamento della rete consolare, lo svuotamento della “task-force” sulla cittadinanza o il progressivo azzeramento degli interventi in campo assistenziale o culturale”.
“Sembra quasi
che l’Italia continui a vedere un Paese come il Brasile e la nostra grande
collettività che lì risiede come un peso e non come una straordinaria opportunità:
non si spiegano altrimenti le difficoltà ancora irrisolte in materia di smaltimento
dei processi di cittadinanza per gli italiani del Brasile o le timide politiche
– se comparate con quelle di altri Paesi europei - in campo commerciale e culturale;
basti pensare – ha specificato Porta – alle difficoltà degli istituti italiani
di cultura, alla diminuzione dei fondi per
gli enti gestori dei corsi di lingua italiana, ma anche ai tagli al sistema
delle camere di commercio o – infine – agli irrisori fondi che sarebbero destinati
all’anno dell’Italia in Brasile previsto per il
“Forse dovremmo
chiederci – ha concluso il vice presidente del Comitato per gli italiani all’estero
della Camera dei deputati – se sono ancora il Brasile e gli italo-brasiliani
ad avere bisogno dell’Italia o se non siamo già di fronte alla situazione contraria;
spero che l’intero ‘Sistema Italia’ riesca a dare in tempi brevi una risposta
a questo interrogativo, prima che sia tardi e che altri colgano le opportunità
disperse dal nostro Paese”. (