INFORM - N. 144 - 27 luglio 2010


MANOVRA FINANZIARIA

Il segretario generale della Società Dante Alighieri Alessandro Masi scrive al deputato Franco Narducci (Pd)

L’allarme per i tagli della finanziaria che decurtano del 53% i contributi pubblici della “Dante”. Presentata dal vice presidente della Commissione Esteri un’interrogazione urgente che chiede al ministro Frattini di rivedere la decisione

 

ROMA – Il segretario generale della Dante Alighieri Alessandro Masi ha inviato una lettera aperta al vice presidente della Commissione Esteri Franco Narducci in cui rende noto che i tagli della finanziaria riducono del 53% i contributi pubblici per la Dante. Le risorse statali destinate alla Società passano quindi da 1.248.000 euro a 600.000. Una decurtazione che si somma ai 400.000,00 euro tagliati lo scorso anno sullo stesso capitolo di spesa. “Siamo davvero di fronte – scrive Masi - alla sfoltita più dura e insopportabile che un Ente culturale italiano abbia mai subito in questi ultimi due anni. Perché la ‘Dante’ deve pagare così caro il prezzo della crisi? Non certo per demeriti. Anzi, ritengo che l’opera svolta in tutto il mondo dai 423 Comitati, sia un bene prezioso per il nostro Paese e non solo per l’insegnamento e la diffusione della nostra lingua e cultura, ma anche per l’immagine di un sistema imprenditoriale in cui moda, design, arte e architettura rappresentano un modello unico e irripetibile. Il volontariato – prosegue Masi - è la base del nostro lavoro, ma ciò non significa assolutamente mancanza di qualità. Tutt’altro: 270 dei nostri Comitati sono stati considerati dal Consiglio Scientifico diretto dal Prof. Luca Serianni, dei veri e propri centri di eccellenza per il reclutamento e la formazione degli insegnanti (attualmente circa 1.500) e per la somministrazione del Certificato di competenza linguistica PLIDA (Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri) che risponde esattamente ai parametri fissati dal Quadro Comune Europeo di riferimento per le lingue approvato dallo stesso Consiglio d’Europa e riconosciuto dallo Stato italiano con Convenzione del 1993 con il ministero degli Affari Esteri. La certificazione PLIDA, posta sotto l’egida scientifica dell’Università “Sapienza” di Roma, interessa gli oltre 200.000 studenti che frequentano i 3.300 corsi della “Dante” che ogni giorno si organizzano in tutto il globo, dalla lontana Patagonia alla fredda Vladivostok”.

  “Poi c’è la certificazione del PLIDA Commerciale, - aggiunge Masi - destinata a operatori del settore industriale che hanno rapporti con le nostre imprese; quella speciale per studenti cinesi; quella tradizionale per chi ha voglia di conoscere meglio la nostra cultura ed accedere alle nostre università. Infine vi è il PLIDA per gli immigrati extracomunitari che ci vede impegnati da anni sul fronte delicato dell’integrazione dei ‘nuovi italiani’, che secondo le norme costituzionali, segue passo passo l’inserimento dei lavoratori stranieri che hanno fatto richiesta di entrare in Italia per motivi di lavoro o di ricongiungimento famigliare”.

Dal segretario generale viene poi ricordato come, nonostante altri paesi forniscano cospicue risorse ai loro  istituti che svolgono le medesime funzioni della Dante, la Società Dante Alighieri riesca ad essere competitiva, ad ottenere prestigiosi riconoscimenti e a lavorare di concerto con ottimi risultati insieme al Mae, le ambasciate, i consolati, le università italiane e straniere e gli Istituti di Cultura. “Seguiamo – ha ricordato Masi - la vita dei nostri connazionali emigrati all’estero,dando conforto a comunità regionali presenti in ogni angolo del mondo, offrendo borse di studio e corsi di formazione. Ci siamo battuti e ci battiamo inflessibilmente affinché la nostra lingua abbia un posto dignitoso nel consesso delle lingue d’Europa.. Ultimamente – precisa Masi - abbiamo avviato una dura campagna contro l’esclusione della traduzione in lingua italiana del Brevetto Europeo e contro chiunque tenti di imporre il trilinguismo anglo-franco-tedesco. .. Sosteniamo la lettura dei nostri libri e con essa l’opera dell’editoria nazionale per mezzo di biblioteche aperte in tutto il mondo per un patrimonio librario, consultabile gratuitamente,  di ben oltre 500.000 titoli di vario genere”. Il segretario generale ha inoltre evidenziato come a tutt’oggi la Dante, oltre ad avere on line tutta la rete suoi dei comitati (www.ladante.it), stia producendo  il primo progetto in video dell’intera Divina Commedia e una serie dei documentari e delle antologie dei maggiori poeti italiani da destinare anche ai giovani delle 7.000 scuole pubbliche associate alla “Dante Alighieri” per mezzo del progetto “Il mondo salvato dalla Poesia”. Da Masi viene anche segnalato il lavoro della Dante per la costruzione a Firenze del Museo della lingua italiana, nonché per la preparazione delle celebrazioni a Torino dei 150° dell’Unità d’Italia e l’organizzazione dell’80° Congresso Internazionale e dell’Assise mondiale della lingua.

“È fuor di dubbio – conclude Masi - che noi continueremo a fare il nostro dovere, cercando ogni soluzione possibile, ma a questo punto, mi sembra doveroso e coscienzioso dover annunciare un radicale e drastico ridimensionamento dei programmi e informare le parti interessate. L’impopolarità delle scelte non mancheranno di ripercuotersi su scala nazionale e  internazionale con conseguenze che neanche io riesco a immaginare. Tutto ciò significherà, per la nostra Amministrazione, praticare drastici tagli a contributi per le nostre sedi, azzerare le borse di studio e gli assegni di ricerca per italianisti dell’estero, annullare i corsi di formazione per docenti, con impossibilità conseguente di assistere i nostri giovani discendenti di terza e quarta generazione, di promuovere conferenze e autori, di inviare libri per rinnovare le biblioteche, di proseguire i progetti avviati. Per non parlare poi di quali saranno le ricadute negative sulle già avviate collaborazioni con enti, istituti e università di tutto il mondo”.

La lettera di Alessandro Masi ha avuto un già avuto un primo seguito in parlamento dove il deputato Narducci, insieme al collega del Pd Francesco Tempestini,  ha depositato un interrogazione urgente presso la Commissione Esteri in cui si chiede “se il ministro degli Affari Esteri, in considerazione dello stato di grave crisi in cui finirebbe la Dante Alighieri a causa di una così drastica riduzione del contributo ministeriale e del danno gravissimo che ciò comporterebbe per un sistema di promozione della nostra lingua e della nostra cultura costruito attraverso generazioni con encomiabile impegno, passione e lavoro di volontariato, non intenda intervenire rapidamente per rivedere la decisione assunta all’interno del ministero degli Affari esteri relativamente al contributo da versare alla SDA nel corrente  esercizio 2010”. “Di sacrifici – si legge nell’interrogazione che ribadisce la centralità della Dante per la promozione della lingua italiana nel mondo - sono piene le pagine della illustre storia della Dante, ma quando a pagare è il futuro, non di pochi, ma di tanti giovani che guardano con speranza al loro avvenire, allora chi ha responsabilità di Governo deve auspicabilmente guardare le cose a fondo per evitare danni irreparabili”.

Dall’interrogazione viene inoltre sottolineato come la promozione e la diffusione della lingua italiana nel mondo abbia già subito negli scorsi anni gravi decurtazioni delle risorse pubbliche “tali da suscitare in generale forti preoccupazioni sia nelle comunità italiane all’estero sia per la proiezione internazionale dell’Italia. É innegabile, infatti, - prosegue il testo - il ruolo prezioso ricoperto dalle comunità italiane nel mondo sino ad oggi, e quello che esse potranno avere in un contesto globalizzato e competitivo, ed è ovvio che la promozione della lingua italiana e del nostro patrimonio culturale dovrebbe accompagnare lo sviluppo del sistema economico italiano all’estero rivestendo essa un’importanza strategica per il successo del sistema Italia; molti paesi che competono con l’Italia nello scenario dei mercati mondiali hanno riesaminato e stanno riesaminando le proprie strategie culturali, e lo stanno facendo investendo più risorse per dare vita ad una vera e propria diplomazia culturale, un soft power sotto il vessillo degli istituti da cui sono rappresentati. (Inform)


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