INTERVENTI
Federica Polegri: “Nuovi scenari nel commercio
internazionale”
SYDNEY - Per superare la crisi finanziaria che ha minato la struttura stessa dell’economia reale occorre innanzitutto ripensare radicalmente gli strumenti istituzionali preposti alla promozione degli scambi commerciali con l’estero. La riforma delle competenze dell’ICE, dell’ENIT (e degli Istituti di cultura e degli avamposti diplomatico consolari), diventa urgente se si vuole salvaguardare le eccellenti risorse umane, impiegate in questo ambito, dalla frustrazione per la mancanza di obiettivi chiari e concertati. E solo la possibilità concreta di conseguire dei successi può gratificare un sano impegno di lavoro. Occorre quindi che il Governo si assuma la responsabilità di operare scelte radicali senza indugi. Il mondo sta muovendo fuori dalla trappola dei numeri artificiali in una direzione di scambi sostanziali, il valore dei quali viene sempre più espresso secondo il concetto della teoria neoclassica dell’utilità marginale.
Immaginiamo dunque una sorta di cooperativa tra le imprese italiane, coordinata al vertice dall’impulso dello Stato, per mettere in campo ognuno le proprie capacità produttive ed affrontare insieme il nuovo scenario che si va delineando nell’economia mondiale. La logica del baratto implica un’efficiente forma di coordinamento all’interno e una dinamica cooperazione con altri sistemi economici all’esterno Il nuovo organismo di promozione degli scambi commerciali e culturali potrebbe perciò rivelarsi funzionale anche all’ingresso di investimenti esteri sul territorio italiano e favorirebbe nel contempo nuove alleanze per investimenti congiunti in Paesi terzi. Una Agenzia governativa ‘anomala’, istituita secondo criteri privatistici in cui il consiglio di amministrazione risponda ai soci, cioè gli stessi imprenditori italiani, potrebbe perciò garantire a costoro di essere ‘serviti’ in modo adeguato ed efficiente poiché nei loro confronti si dovrebbero garantire dei risultati concreti. Tutta l’esperienza del personale della rete istituzionale esistente troverebbe così il proprio sbocco naturale in una nuova sfida entusiasmante nella quale cimentarsi con orgoglio.
Non dimentichiamoci poi che già esiste una rete di italianità nel mondo, alimentata da una crescente mobilità di giovani italiani che si spingono verso le diverse realtà sociali all’estero, della quale usufruire, premiando ogni forma di contributo allo sviluppo di nuove relazioni commerciali e culturali, o altre opportunità di approfondimento di rapporti di amicizia e collaborazione.
In questo contesto,
un altro pilastro da non sottovalutare è la creazione di un tribunale sovranazionale
ad hoc, indicato come giurisdizione unica da tutte le parti interessate e competente
a dirimere eventuali controversie ed interpretazioni di questi scambi di nuova
natura, alla luce di linee guida per uno sviluppo etico, armonico e sostenibile
delle parti contraenti. Sarebbe come riassorbire ogni di
* Già presidente del Circolo di Alleanza Nazionale di Sydney, candidata per il Partito Liberale d’Australia alle elezioni amministrative del Leichhardt Council