INFORM - N. 143 - 26 luglio 2010


FORMAZIONE

A Roma, la riunione del Coordinamento delle assistenti familiari

Si discute di maggiori certezze per il ruolo lavorativo svolto, attraverso un riconoscimento della sua specificità. Alla Regione Lazio richiesto il riconoscimento dei crediti formativi del percorso realizzato, in alcuni casi, in anticipo rispetto alla normativa regionale

 

ROMA – Si è svolta a Roma, sabato scorso, la riunione del Coordinamento delle assistenti familiari, costituitosi due anni fa per iniziativa delle donne, sopratutto immigrate, formate nei corsi di Regione Lazio, Comune e Provincia di Roma realizzati dal 2004 ad oggi dall’Istituto Fernando Santi. Obiettivo dell’incontro un’analisi della situazione delle assistenti familiari e la definizione di obiettivi prioritari per i prossimi mesi.

Il Coordinamento ha segnalato criticamente l’inadempienza della Regione rispetto alla costituzione – annunciata un anno fa - di una commissione congiunta tra Assessorato alla Formazione e Assessorato alle Politiche Sociali, per il riconoscimento dei crediti formativi connessi ai corsi realizzati, sia pure a distanza di diversi anni dalla definizione del profilo di assistente familiare, avvenuta con la DGR 609 /2007.

Le assistenti familiari chiedono dunque alla Regione Lazio il riconoscimento dei crediti, di fatto in più occasioni ribadito, anche per iscritto, in base alla coincidenza dei contenuti didattici dei corsi a 120 ore per la qualificazione di base ex DGR 609/2007 e di quelli dei corsi a 120 ore realizzati per conto di Regione Lazio, Comune e Provincia di Roma.

Le assistenti familiari ricordano di aver aperto la strada ad una  qualificazione del lavoro di cura  al domicilio prima inesistente, con iniziative volute e promosse da enti locali, in alcuni casi sperimentalmente anticipata rispetto alla normativa regionale.

Il Coordinamento riafferma il diritto di partecipare ai corsi a 300 ore che la Regione Lazio ha iniziato a bandire, accedendovi secondo criteri oggettivi e con il riconoscimento del credito formativo di 120 ore. Esso chiede inoltre maggiori certezze per il ruolo lavorativo delle assistenti familiari ed una collocazione contrattuale che ne riconosca la specificità nei lavori di cura alla persona.

Nel corso dell’incontro sono stati inoltre discussi la definizione del profilo nazionale dell’assistente familiare; la richiesta di una legge regionale sul suo ruolo e relativi diritti e doveri; le possibili modifiche al contratto nazionale di lavoro in scadenza a marzo 2011. Sull’insieme degli obiettivi, anche per un articolato approfondimento tecnico prima della prossima convocazione che si svolgerà in autunno, il Coordinamento si è dato alcuni strumenti operativi articolandosi in tre commissioni di lavoro: Organizzazione; comunicazione; profilo nazionale e legge regionale dell’assistente familiare.

Il Coordinamento ha anche preso atto, con soddisfazione, della volontà delle organizzazioni sindacali dei pensionati di riprendere con maggior vigore contro il lavoro nero l’iniziativa che in alcune regioni, con modalità efficaci, sta dando risultati importanti. (Inform)


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