INFORM - N. 143 - 26 luglio 2010


INTERVENTI

Alla ricerca di giovani talenti. Le intelligenze scientifico-tecniche

 

Sotto il titolo "Il discorso sull'intelligenza tecnica" Inform del primo ottobre 2008 (v. http://www.mclink.it/com/inform/art/08n18906.htm ) segnalava il fenomeno della ricerca febbrile di quella materia prima del vivere umano che è l'intelligenza scientifico-tecnica: pattuglie agguerrite di imprenditori e datori di lavoro che dalla Germania partono alla ricerca e al reclutamento dei giovani particolarmente dotati; l'India è in primo piano,è ricca di questi giovani, ma i talenti e i pregi di questa intelligenza non sono di facile pesca in nessun paese; i governi della Federazione Indiana non amano queste assunzioni dall' Europa, anzi le scoraggiano e le boicottano.

Sono ora gli imprenditori nordamericani i ricercatori più assidui e scendono in campo a dare manforte anche le ambasciate. L'ambasciatore statunitense a Parigi Charles Rivkin dismette ogni tanto i suoi abiti diplomatici per le visite alle banlieues . Gli interessano le élites scolastiche delle minoranze etniche, spesso giovani immigrati di recente in Francia. Mediante i suoi assistenti sociali l'ambasciatore Revkin formula piani di approccio e di visite negli Stati Uniti per una rete di famiglie amiche, prima ancora di stipulare contratti di ingaggio negli USA che arriveranno comodamente più tardi nelle sedi e negli appropriati contesti di affari. Alcuni di questi giovani si vedono promettere, già ai primi contatti, un viaggio ed un soggiorno prepagati negli Stati Uniti.

Lora Berg e Vincent Gaisser, attachés culturali dediti a raggiungere giovani studenti nelle università, hanno spiegato in alcune interviste alla stampa che gli americani prevedono e si preparano ad una profonda trasformazione socio-demografica mondiale, da cui usciranno nuovi e inaspettati leaders in tutti i settori dell'economia e della politica.

Vis-à-vis di questo nuovo mondo giovanile che avanza le sfere ufficiali francesi non nascondono una certa" frilosité" ( una rabbietta impotente). Però non si impegnano a reagire in alcun senso .

Giovani ricercatori francesi o figli e nipoti di vecchi immigrati in Francia, trasferitisi poi negli Stati Uniti, manifestano sentimenti di attaccamento alla patria della loro adolescenza, come Reda Didi, trentaquattro anni, e Majid-EI-Iarroudi, trentatré anni, e rispondendo ai quesiti posti da "Le Monde" del 7 giugno dicono: "Non siamo noi che lo diciamo; negli Stati Uniti ci considerano grandi potenziali attori anche nella Francia di domani". (Alberto Marinelli-Inform)


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