INFORM - N. 142 - 23 luglio 2010


ISTITUZIONI

Presentato il Rapporto Irpet sugli enti locali

L’assessore Nencini lancia la sua proposta di lavoro: “Più partecipazione e meno enti per la nuova Toscana”

 

FIRENZE – “E' arrivato il momento di ripensare il profilo della Toscana, di abbandonare vecchi schemi e vecchi sentieri. Possiamo farlo costruendo un nuovo assetto istituzionale, adeguato alle sfide del nuovo secolo, e puntando con convinzione sulla diffusione di nuovi processi di partecipazione”. L'assessore regionale al bilancio e finanze Riccardo Nencini lancia la sua proposta di lavoro intervenendo alla presentazione del rapporto Irpet sull'identikit del governo locale in Toscana. 

“E' evidente la necessità di aggiornare il modello di democrazia classica – spiega Nencini – Penso sia importante condividere questa missione, devono farla propria sia le forze di maggioranza che quelle di opposizione. Indico due emergenze: puntare sulla partecipazione dei cittadini e costruire un nuovo assetto  istituzionale. Ci sono troppi enti che insistono sul territorio: bisogna razionalizzare per avere servizi più efficienti e certi. Noi siamo pronti, è adesso  che dobbiamo agire con la rapidità che il tempo richiede”.

Nencini ha definito lo studio dell'Irpet “importante proprio per il fatto di sfatare molti luoghi comuni e mettere sul giusto binario una lettura della Toscana che spesso nascondiamo anche a noi stessi e che induce a proporre un'immagine anacronistica”.

Molti gli aspetti significativi che emergono dal Rapporto. Primo fra tutti l'appannarsi dello spirito civico e l'indebolimento della partecipazione. “Negli anni Ottanta – ha detto - sul civismo uscì un libro di Robert D. Putnam che fece molta eco. Si sosteneva che la Toscana era contrassegnata da un civismo superiore  a quella di quasi tutte le altre regioni italiane. Ebbene,  questo dato si è fortemente modificato, ce lo dicono molti indicatori, dall'astensionismo alla scarsa iscrizione ai partiti e associazioni”.

L'assessore si è poi soffermato sull'analisi dei bilanci degli enti locali presentata nello studio. “La finanza locale  - ha sottolineato – c'è, e non è poco di questi tempi. I bilanci dei Comuni hanno resistito a stento all'abolizione dell'Ici, chiediamoci cosa potrà succedere con la manovra voluta dal governo grazie alla quale ogni cittadino dovrà spendere 100 euro in più dal proprio portafoglio”.

Ultimo passaggio sull'analisi della composizione della classe politica e degli amministratori: “C'è ancora una evidente preponderanza maschile e l'età media  è troppo elevata. Le donne in politica sono poche, così come non ci sono molti giovani impegnati nelle amministrazioni. Non solo una situazione non accettabile, ma addirittura un peggioramento rispetto agli anni Settanta o Sessanta”. (c.b./Inform) 


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