FARNESINA
Presentata
Si parlerà di riforma del Mae, nuove aree di attività
dei diplomatici, opportunità di investimento offerte dalla Farnesina e problemi
connessi alla finanziaria
Massolo: “Se i tagli di bilancio sono spinti oltre un
certo limite, bisogna necessariamente ridurre azioni e ambizioni”
ROMA – Dal 27
al 28 luglio si terrà a Roma, presso il ministero degli Esteri,
Massari si è anche
soffermato sulla prima edizione del “Farnesina Foreign Policy Forum” che si
svolgerà il 28 luglio al Mae in concomitanza con
Nel corso dell’incontro con la stampa Giampiero Massolo ha spiegato come questa Conferenza abbia fra i suoi obiettivi la presentazione della riforma del ministero degli Esteri che, come le strutture similari degli altri paesi, deve affrontare, nell’era della globalizzazione, le sfide della fornitura di servizi in tempo reale ai cittadini ed alle imprese in tutto il mondo, della ottimizzazione delle risorse, nonché dell’avvento del Servizio europeo di azione esterna (Sae) con cui ogni diplomazia nazionale dovrà trovare adeguate sinergie nelle nuove modalità di collaborazione. Massolo ha ricordato come la riforma del ministero degli Esteri, che è già operativa ma entrerà ufficialmente a regime nel gennaio 2011, preveda la riduzione delle direzioni generali (fra queste verrà confermata quella per gli italiani all’estero e le politiche migratorie) e la ristrutturazione della rete diplomatica consolare, che andrà ripensata anche per far fronte alle nuove esigenze delle nostre comunità ed imprese all’estero.
“Dovremo soprattutto scegliere i luoghi giusti per i nostri uffici - ha precisato il segretario generale- perché la nostra rete consolare è ancora figlia della vecchia emigrazione italiana. Un fenomeno che negli anni ha mutato pelle. I nostri cittadini all’estero sono ormai in una diversa tipologia ed hanno bisogno di nuovi servizi da erogarsi in luoghi diversi. Un altro aspetto della riforma del Mae - ha aggiunto Massolo - è quello di un forte investimento nell’informatizzazione sia dei servizi da fornire ai cittadini e alle imprese presso le sedi nel mondo, sia dei metodi di lavoro del ministero. Il che vuol dire non più grandi quantità di carta, ma una costante tracciabilità, nel nome della trasparenza, dei documenti telematici che si muovono sugli schermi”. Massolo ha inoltre spiegato che la riforma del Mae sarà caratterizzata da un’ampia autonomia gestionale e finanziaria delle ambasciate e dei consolati che, dal primo gennaio 2011, avranno un loro bilancio in cui far confluire le risorse provenienti da Roma e quelle acquisite in loco attraverso attività remunerate e sponsorizzazioni che potranno essere poste in essere grazie ai contatti con il “sistema Paese” all’estero.
Il segretario generale ha poi parlato dell’ampliamento delle aree di attività dei diplomatici che nell’era della globalizzazione, oltre a continuare ad offrire i consueti spunti e opzioni sui temi di politica internazionale al proprio governo, dovranno occuparsi anche di competitività, attraverso la migliore promozione del sistema paese all’estero, delle forme di collaborazione con le nuove istituzioni europee, come il Sae che sul terreno potrebbe entrare in competizione con le diplomazie tradizionali dei vari paesi, e di una nuova e più efficiente gestione delle risorse a disposizione, che consenta anche di proporsi al sistema privato per la realizzazione di iniziative comuni.
“Io credo - ha aggiunto Massolo illustrando un altro obiettivo della Conferenza - che sarà inoltre necessario far comprendere che conviene investire nella nuova Farnesina. Dovremo spiegarlo sia al mondo del privato, sia a quello del pubblico, facendo capire che, se si smette di considerare l’intero comparto statale alla stessa stregua e quindi passibile di tagli indifferenziati, si può entrare nella logica dell’investimento mirato. Una forma di investimento da parte del Governo in cui il Mae si candida ad essere una delle priorità ”.
“Nell’ambito della Conferenza - ha proseguito Massolo - noi lanciamo inoltre un segnale di allarme di tipo quantitativo e qualitativo per quanto riguarda la riduzione delle risorse del Mae che pongono preoccupazione. Quantitativo perché, se è vero che i tagli di bilancio consentono di riacquisire efficienza, è altrettanto vero che se questi sono spinti oltre un certo limite, bisogna necessariamente ridurre azioni e ambizioni. E noi siamo arrivati a questo punto. Per quanto concerne invece l’aspetto qualitativo delle modalità di effettuazione dei tagli, noi proponiamo, a chi studia le misure di risparmio, di portare avanti un dialogo per vedere insieme come sia possibile ottenere il medesimo risparmio senza provocare danni agli apparati amministrativi”.
Il segretario
generale ha infine spiegato come la drastica riduzione delle risorse rischi
di avere delle serie conseguenze sia sulla retribuzione del personale, con evidenti
ripercussioni per le funzionalità di una carriera basata sul merito e il progressivo
riconoscimento della professionalità, sia sulla tenuta della rete all’estero
che per funzionare necessita di una soglia minima di fondi. (Goffredo Morgia-