ITALIANI ALL’ESTERO
Dal presidente del patronato
Inca in Argentina
Il racconto di una giornata alla Western Union
Antonio Bruzzese, all’ufficio di Quilmes, segue alcune
procedure di pagamento delle pensioni Inps ai connazionali in loco
BUENOS AIRES – Antonio Bruzzese, presidente del patronato Inca in Argentina, si è recato nei giorni scorsi presso l’ufficio Western Unione di Quilmes per verificare personalmente la modalità di pagamento delle pensioni Inps ai connazionali residenti in loco.
La prima osservazione di Bruzzese è relativa al rapporto tra utenza e personale e allo spazio loro riservato: “uno spazio limitato per le circa 100 persone presenti – scrive. - Stimiamo che almeno la metà pagava tasse e servizi, mentre tutti gli altri aspettavano il loro turno, dall’unico impiegato assegnato al pagamento delle pensioni”.
Il presidente dell’Inca ha chiesto ad una connazionale di 82 anni, una signora marchigiana, accompagnata dalla figlia, di poter seguire la sua pratica. Il pagamento della pensione avviene con il cambio della valuta dall’euro al pesos, terminata la disponibilità di dollari, “ma per riscuotere – segnala Bruzzese - occorre avere la certificazione dell’esistenza in vita, non sono accettate le deleghe e dunque bisogna recarsi personalmente, in qualsiasi condizione”.
Bruzzese fa inoltre notare che i beneficiari di pensione, senza delega, sono costretti a presentarsi agli sportelli Western Union anche qualora fossero malati, accompagnati – anche in ambulanza – qualora non siano in grado di muoversi autonomamente. “Eppure le procure fatte davanti ad un notaio per la legge argentina sono valide – aggiunge, - mentre per l’Inps no”.
La donna, dopo due ore e mezzo di attesa, ottiene i suoi 100 euro circa di pensione in pesos.
In definitiva, una situazione incresciosa “la cui responsabilità è essenzialmente dell’Inps – rileva Bruzzese, – garante dei servizi ai pensionati. Occorre fare attenzione al futuro affidamento. Noi non entriamo nelle scelte dell’Istituto, ma siamo preoccupati dalla possibile scarsa copertura nazionale. Non basta avere 46 filiali nella provincia di Buenos Aires, se poi si hanno 3 filiali in Cordoba e Santa Fe e una in poche altre province. Si pensi bene ad un accordo ampio”.
Oltre al Comitato
di vigilanza dell’Inps, alla verifica della situazione segnalata vengono sollecitati
anche i parlamentari italiani eletti all’estero. Il patronato Inca ha anche
avanzato la proposta di mettere a disposizione il proprio personale alla Western
Union per le verifiche dei casi richiamati, accertando l’esistenza in vita con una
di
Il presidente
del patronato Inca aggiunge che sarebbe opera di buon senso riconoscere come
valida la presenza dell’interessato con il proprio documento d’identità. “Ma
il buon senso – evidenzia – non è per le istituzioni italiane”. (