IMMIGRAZIONE
FIRENZE - La legge regionale n.29/2009 “Norme per l'accoglienza, l'integrazione partecipe e la tutela dei cittadini stranieri nella Regione Toscana” è in vigore dal 15 giugno 2009. Alla pagina speciale http://www.regione.toscana.it/leggeimmigrazione è disponibile un approfondimento con il testo integrale e alcune schede che ne delineano i punti fondamentali.
1. La legge toscana sull’immigrazione dice
quel che dice
Interviene sulle competenze regionali (politiche sociali) e non su quelle dello Stato (immigrazione e politiche per la sicurezza). Non è quindi una legge anticostituzionale. Obiettivo: favorire la piena integrazione degli immigrati regolari, rendere la loro cittadinanza completa e stabile, nel rispetto dei doveri ma anche con gli stessi diritti degli italiani. In questo modo saranno i nostri migliori alleati nella lotta alla clandestinità.
2. Coesione sociale, sicurezza e rispetto della
legalità ora sono legge.
Garantire agli immigrati regolari (che lavorano e pagano le tasse) una parità sostanziale (parità non priv ilegi) rispetto ai cittadini italiani in merito ai diritti sociali e civili, alle opportunità di integrazione sociale, culturale e lavorativa. Le nostre scelte: promuovere un nuovo concetto di cittadinanza sociale, legato non a uno status giuridico, ma all’appartenenza vera di una persona alla vita di una comunità; creare le condizioni affinché gli immigrati regolari siano cittadini a tutti gli effetti. E’ solo attraverso un governo vero dell’immigrazione, e azioni per l’integrazione, che si possono favorire la coesione sociale, la sicurezza e il rispetto della legalità. Alimentare le paure e la diffidenza verso lo straniero crea le basi per una società più insicura, più povera e meno capace di crescere.
3. Non un paradiso per gli immigrati, ma nemmeno
un inferno.
Solo diritti e doveri. Gli interventi previsti tengono conto del diverso status giuridico dei destinatari e del loro diverso livello di radicamento. Non equiparano gli immigrati regolari con gli irregolari, né garantiscono diritti a chi non ne ha i requisiti: i cittadini stranieri in regola con le leggi sull’ingresso e il soggiorno in Italia sono i destinatari degli interventi previsti dalla legge; altri interventi specifici e limitati (es: l’accesso alle cure mediche di urgenza) sono previsti - in forma temporanea e in casi di emergenza - a favore di tutti gli stranieri presenti sul territorio; per i titolari di permesso di soggiorno per richiesta d’asilo, status di rifugiato o ragioni umanitarie, sono previsti interventi di assistenza e accoglienza in conformità con la legge statale e dell’Unione europea.
4. Un nuovo governo dell’immigrazione: regole
certe per i regolari.
Il “pacchetto
sicurezza” recentemente approvato dalla Camera, con voto di fiducia , introduce
il reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio nazionale (sanzionato
con una ammenda da
5. Il primato della persona: cure mediche per
tutti.
Gli interventi
socio-sanitari urgenti e indifferibili, necessari per garantire il rispetto
dei diritti fondamentali, sono riconosciuti ad ogni persona in base alla Costituzione
e alle norme internazionali (Carte dei diritti). In Toscana cureremo e soccorreremo
tutti i cittadini stranieri, anche se privi del titolo di soggiorno. Per gli
irregolari sono previsti anche, in caso di estrema gravità e di emergenza, l’accesso
a dormitori e mense in via temporanea. Ciò vuol dire che da noi nessuno morirà
di fame, né per mancanza di cure o di un tetto sotto cui dormire d’inverno.
Una scelta umanitaria coerente con il rispetto dei diritti fondamentali delle
persone (vedi la storia drammatica di Ylenia su
6. Chi paga le tasse ha diritto ai servizi.
L’accesso ai servizi è garantito solo a chi rispetta le regole e paga le tasse. I criteri per la formazione delle graduatorie per l’accesso ai servizi come asili nido e alloggi di edilizia pubblica sono uguali per tutti e tengono conto della composizione del nucleo familiare, del reddito, delle proprietà ecc. Naturalmente la cittadinanza non è motivo di priorità: sarebbe un criterio discriminatorio (razzista). Per le graduatorie sull’accesso alle case popolari inseriremo un ulteriore criterio che terrà conto dell’”anzianità” della richiesta. In questo modo avrà la precedenza chi avrà fatto domanda da più tempo. È da sottolineare il fatto che l’accesso all’edilizia residenziale è già previsto per i cittadini stranieri dalla legge “Bossi-Fini”.
7. Una legge che non pesa nelle tasche dei
toscani.
Per assicurare l’accesso ai servizi sanitari d’emergenza - gli unici garantiti anche ai cittadini irregolari - esiste un fondo statale esplicitamente dedicato a questo. Quindi nessun aggravio per le casse regionali. Tutti gli altri servizi saranno garantiti e accessibili soltanto ai cittadini regolari, che quindi pagano le tasse. Anche in questo caso, dunque, nessun aggravio per i toscani.
In Italia. I contributi alle casse dell’INPS versati dai lavoratori stranieri ammontano a 5 miliardi di euro l’anno, indispensabili per il mantenimento del sistema pensionistico. Gli immigrati contribuiscono per circa il 4% alle entrate fiscali, mentre assorbono circa il 2,5% delle spese per i servizi primari quali istruzione, pensioni, servizi sanitari e misure di sostegno al reddito (stime Banca d’Italia). In Toscana gli immigrati versano nelle casse pubbliche 915 milioni di euro mentre per i servizi che loro usano ne spendiamo 372 (stime Irpet).
9. Non si può vivere “di nascosto”. Pari dignità
e pari doveri per tutti.
Clandestino vuol dire “di nascosto”. Il termine ha un valore negativo, evoca segretezza, l’agire nell’ombra, legami con criminalità, e viene usato per indicare una persona straniera non in regola con i permessi di soggiorno. Ma non tutti i “clandestini” sono uguali. Penso alle 46.984 persone che nel 2007 hanno fatto richiesta per regolarizzare la loro presenza e al fatto che ne sono state accolte (a causa delle quote troppo basse) solo 13.030 (in Italia 700mila e accolte 170mila). Questo vuol dire che in Toscana vi sono 34mila stranieri che lavorano nelle nostre aziende e nelle nostre case ma, per la legge, sono “irregolari”. Gli facciamo curare i nostri familiari, vivere nelle nostre case ma non siamo capaci di garantire loro la dignità. Se si ammalano dobbiamo curarli o li lasciamo morire? In Toscana non verranno abbandonati, ma curati. Poi ci sono immigrati irregolari che non rispettano le regole, che delinquono: la nostra legge non protegge queste persone e non impedisce alle forze dell’ordine di perseguirli.
10. L’extracomunitario diventi parte della
comunità: gli altri interventi previsti dalla legge.
La legge favorisce
lo sviluppo delle associazioni di cittadini stranieri, in particolare promuovendo
l’estensione ad essi del diritto di voto,
in sintonia con i principi e le finalità affermate dallo Statuto; sono previste
campagne informative rivolte ai giovani stranieri per favorire l’accesso al
Servizio civile regionale; l’insegnamento della lingua italiana, primo strumento
per l’integrazione, e lo sviluppo delle competenze interculturali nei servizi
pubblici e privati; interventi formativi sull’interculturalità per il personale
socio sanitario, medico e paramedico che opera in Toscana; prevenzione e al
contrasto delle mutilazioni genitali femminili, in sintonia con la legge dello
Stato; in collaborazione con gli Enti locali, promuoveremo azioni per prevenire
i micro conflitti derivanti da differenze di carattere culturale; formazione
professionale degli immigrati e per favorire l’incontro tra la domanda e l’offerta
di lavoro per i cittadini stranieri; per donne, minorenni e disabili, si prevede
una tutela rafforzata e una maggiore accessibilità ai servizi essenziali; sostegno
all’imprenditoria immigrata; parità di accesso degli studenti stranieri a tutti
i servizi regionali per il diritto allo studio; attività contro le discriminazioni:
rilevazione dei casi di discriminazione, in collaborazione con l’Ufficio nazionale
antidiscriminazioni razziali della Presidenza del Consiglio. (