SINDACATI
Carla Cantone (Spi Cgil): Dare
dignità alla vita di 2,6 milioni di persone non autosufficienti. Il governo
affronti subito questo dramma sociale
ROMA – “Nel rapporto dei ministri Sacconi
e Fazio si discute di nuove e future ingegnerie mutualistiche per la non
autosufficienza, ma intanto, oggi, siamo ancora in attesa che vengano definite
prestazioni e servizi che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a garantire
a tutti i cittadini non autosufficienti e che da tempo chiediamo, i cosiddetti
livelli essenziali di assistenza”. Lo sostiene in una nota il segretario dello
Spi Cgil Carla Cantone commentando Rapporto 2010 sulla non
autosufficienza.
“Definire e applicare i livelli essenziali
di assistenza su tutto il territorio nazionale – continua il segretario generale
dello Spi Cgil – comporterebbe un costo di 8 miliardi
di euro. Ma si tratta di investimenti possibili grazie ai risparmi che indurrebbero
sul sistema sanitario nazionale con la riduzione del numero di ricoveri impropri.
In più, annullerebbero i divari esistenti tra Nord e Sud”.
“Quanto ai fondi integrativi – afferma
Cantone – lo dice la parola stessa: integrano e non sostituiscono i diritti
universali. Per questo, preoccupa la scelta di ragionare prima di mutualità
e poi di livelli essenziali. Dovrebbe essere il contrario. Il rapporto non aggiunge
nulla a ciò che già conoscevamo. L’unica novità, purtroppo assai negativa, riguarda
invece i tagli alle Regioni decisi con la manovra finanziaria dal governo. Questi,
sì, incideranno sulle persone non autosufficienti, a cui verranno tolti servizi
essenziali”.
“Infine –conclude Cantone – i fondi
sanitari integrativi proposti dal ministro Sacconi possono valere per chi è
giovane. E per i 2 milioni e 600 mila non autosufficienti di oggi cosa pensa
di fare il governo?”. ( Inform )