INFORM - N. 141 - 22 luglio 2010


SINDACATI

A Hammamet il primo meeting sindacale euro-mediterraneo dedicato ai giovani

Dai partecipanti appartenenti alle due sponde del Mediterraneo un impegno per lo sviluppo dell’individualità, della coesione sociale e della solidarietà

 

HAMMAMET – Si è svolto dal 13 al 15 luglio ad Hammamet, in Tunisia, il primo meeting sindacale euro-mediterraneo dedicato ai giovani, intitolato “Dal Mediterraneo la voce del futuro” (vedi Inform n°133 del 12 luglio: http://www.mclink.it/com/inform/art/10n13314.htm).

Un incontro che le partecipanti Unione regionale dei Lavoratori di Tunisi (URTT), Unione Italiana del Lavoro di Roma e del Lazio (UILLAZIO) e la Confederazione generale dei Lavoratori Libanesi di Beirut (CGTL) hanno giudicato soddisfacente accogliendo pienamente, in una risoluzione finale, le conclusioni formulate al termine dei due gruppi di lavoro dedicati a lavoro, formazione e migrazione e alle sfide socio-culturali dei giovani delle due rive del Mediterraneo.

Questa iniziativa assume carattere rilevante perché avviene “in un momento di crisi mondiale, finanziaria, economica e anche sociale. Le enormi trasformazioni tecnologiche e l’attuale crisi – si legge nella risoluzione - hanno trasformato profondamente i modelli tradizionali della produzione e del lavoro e hanno introdotto significativi cambiamenti nella vita delle persone e in particolare in quella dei giovani sempre più in difficoltà a progettare e a costruire il loro futuro; un futuro dove trovi spazio e apprezzamento l’individualità quale mezzo per esprimere appieno il libero spirito di iniziativa”.

“L’individualità però – hanno ribadito i giovani sindacalisti – non può e non deve essere confusa con l’individualismo, elemento deleterio da contrastare e combattere perché genera egoismo personale e di gruppo a scapito della coesione sociale e della solidarietà”. 

“Per noi sindacalisti – ha concluso il segretario generale della UIL di Roma e del Lazio, Luigi Scardaone, riprendendo i termini della risoluzione - questi valori restano i principi di base per sconfiggere le discriminazioni di ogni genere, garantire a tutti pari opportunità e per contribuire alla costruzione di un mondo che, in qualunque latitudine, rispetti l’essere umano e consenta la convivenza civile in un contesto democratico e pacifico”.

Nei gruppi di lavoro, una maggiore attenzione al problema della disoccupazione, del precariato e delle forme atipiche di lavoro è stata richiamata nel documento relativo a lavoro, formazione e migrazione, insieme all’esigenza di “una formazione mirata a rendere effettivo ed efficace l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro e di una politica condivisa nell’affrontare i problemi della migrazione”. Il gruppo ha inoltre auspicato la “formazione di rappresentanze sindacali che operino nell’ambito di tale nuova sinergia e la costituzione di una rete mediterranea di giovani sindacalisti che garantisca lo scambio delle reciproche esperienze e competenze”.

Nel gruppo di discussione sulle sfide socio-culturali dei giovani è emersa la necessità di “favorire la comunicazione e la cooperazione tra i giovani delle due rive del Mediterraneo e lo sviluppo del libero associazionismo giovanile, eliminando le eventuali restrizioni legislative che ostacolano l’azione dei giovani all’interno della società civile, in modo da promuovere la democrazia, i diritti dell’uomo e in particolare degli immigrati”.

Nel corso dei lavori, è intervenuto anche Roberto Ricci, docente dell’Università di Chieti, sul tema “I giovani e le sfide socio-culturali”.

“I caratteri dell’interculturalismo, del cosmopolitismo, dell’universalismo, appartengono alla storia e al futuro del Mediterraneo, - ha detto Ricci - e sono un’importante ricchezza per la cittadinanza europea. E’ questa, peraltro, una grande possibilità che ci aiuta a comprendere le complesse relazioni nell’area del Mediterraneo”.

“Ripartire dai suoi problemi, dalle sue risorse, dalle sue potenzialità può ridare un senso più ricco a una democrazia in crisi – ha proseguito Ricci. - Occorre cioè ripartire dai punti di debolezza del Mediterraneo quali il grande problema della pace, dello sviluppo, della sicurezza, della partecipazione, della tolleranza, della affermazione dei diritti individuali quali il lavoro, l’istruzione, la parità tra uomo e donna, la difesa e la qualità della vita. Solo ciò potrà permettere una nuova spinta dal basso come nel passato è accaduto e sta accadendo ad altri Stati e Nazioni della stessa Europa”. (Inform) 


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