DIRITTI UMANI
Allo scrittore cubano è negato il diritto di curarsi all'estero
Nencini: “Se il governo cubano gli riconsegnerà
il passaporto, da noi troverà rifugio”
FIRENZE - E' figlio di un'icona storica della rivoluzione
cubana. Sua padre era Juan Almeida Bosque, comandante
della rivoluzione scomparso da non troppo tempo: il numero tre, dopo Fidel Castro
e Che Guevara. In Spagna ha pubblicato “Memorie di un guerrigliero sconosciuto”.
Ma Juan Juan non può uscire da Cuba, da tempo. E'
malato,le sue articolazioni si stanno bloccando, ma non può curarsi all'estero.
E
“Il governo cubano nei giorni scorsi ha reso noto di
essere pronto a liberare alcune detenuti politici, liberi a quel punto di rimanere
sull'isola o di uscirne se lo vorranno - spiega l'assessore regionale alla promozione
dei diritti umani, Riccardo Nencini - Se il passaporto
sarà riconsegnato anche a Juan Juan Almeida noi siamo pronti ad ospitarlo nello nostra terra,
se lo vorrà”.
Lo scrittore Juan Juan Almeida chiede da due anni, quando ancora ero vivo suo padre,
di poter andare negli Stati Uniti per curarsi e visitare la moglie Consuelo e la figlia, che da qualche tempo vivono lì. Ma il
permesso gli è stato sempre negato. Ha provato anche ad uscire dall'isola un
paio di volte, illegalmente, ma senza successo. In casa gli è stata sequestrato
tutto: computer, scritti, oggetti personali. In Toscana potrebbe essere di nuovo
libero di scrivere senza condizionamenti. (w.f./