INFORM - N.140 - 21 luglio 2010


FORMAZIONE SCOLASTICA  

Ad Amburgo un referendum frena la riforma della scuola primaria

Il progetto era stato elaborato dalla giunta per facilitare l’accesso ad una migliore formazione scolastica delle fasce sociali più svantaggiate

 

AMBURGO – Si è svolto ad  Amburgo un referendum sulla riforma della scuola, elaborata dalla giunta composta da democristiani (CDU) e Verdi (GAL), che aveva l’obbiettivo di allargare l’accesso ad una migliore formazione scolastica anche alle fasce sociali più svantaggiate. Lo rende noto Marina Mannarini dell’associazione InCulture. Proprio per alleggerire il carattere estremamente selettivo della scuola in Germania, in cui già dopo 4 anni di elementari si suddividono i percorsi scolastici dei bambini, si voleva introdurre ad Amburgo una nuova forma di scuola “primaria” della durata di 6 anni per concedere ai ragazzi più tempo per lo sviluppo delle proprie inclinazioni.

L’esito del referendum ha costretto la giunta a rinunciare ad uno dei pilastri della riforma: la Primarschule di 6 anni. Fondamentale per l’esito del referendum, secondo la Mannarini,  anche la percentuale elevata (206.000 su una popolazione complessiva di cittadini pari a 1,7 milioni) di coloro che, pur residenti da anni in Germania, non hanno potuto votare essendo sprovvisti di passaporto tedesco.

“Nessun partito, - spiega la Mannarini - malgrado l’ampia alleanza stretta a livello parlamentare, è stato in grado di coinvolgere la (propria) base né di spiegare, tramite un tipo d’informazione che raggiungesse davvero i genitori, che l’estrazione socioculturale non è un carattere genetico ereditario e che competenze quali le cosiddette soft skills sono apprendibili esclusivamente in una scuola pluralistica ed eterogenea in cui il ragazzo abbia modo di esercitare una convivenza civile e democratica che sia specchio della società globale in cui ci troviamo. Dopo il grande impegno all’interno dell’Iniziativa Interculturale di Amburgo non vogliamo però lasciare troppo spazio alla delusione, bensì proseguire il nostro percorso che offra un sostegno alle famiglie delle molteplici communities e verso un loro coinvolgimento politico-partecipativo”.(Inform)

 

 


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