INFORM - N. 140 - 21 luglio 2010


SINDACATI

Cgil Cisl Uil Frontalieri con i sindacati svizzeri che dicono no alla revisione della legge sull’assicurazione contro la disoccupazione

 

ROMA - I sindacati italiani CGIL CISL UIL Frontalieri sono solidali con i colleghi svizzeri e dicono no alla quarta revisione della legge sull’assicurazione contro la disoccupazione ed il suo possibile smantellamento.

La crisi economica mondiale - affermano Claudio Pozzetti coordinatore nazionale Frontalieri CGIL, Gianmarco Gilardoni coordinatore nazionale Frontalieri CISL e Pancrazio Raimondo segretario nazionale Frontalieri UIL - ha fatto sentire i suoi effetti negativi sui lavoratori; pertanto, discutere oggi dello smantellamento delle prestazioni sociali  ci sembra una scelta profondamente sbagliata ed anacronistica. Se la revisione dell'assicurazione disoccupazione, voluta dalla destra, verrà accettata il prossimo 26 settembre, la riduzione delle prestazioni dal 1° gennaio 2011 colpirà anche le persone che sono attualmente disoccupate.

Mentre tutti i governi europei hanno messo a punto, insieme alle parti sociali, nuovi ammortizzatori sociali - aggiungono i sindacalisti - per contrastare l’aumento vertiginoso della disoccupazione, a causa di una crisi nata nel settore finanziario e che i lavoratori hanno dovuto solo subire, la Svizzera vuole ridurre le prestazioni giornaliere di sostegno. Invece di ritoccare verso l’alto i contributi contro la disoccupazione che erano stati abbassati nella terza revisione, il Parlamento svizzero sceglie la via opposta tagliando le prestazioni.

Questa ci sembra una decisione sbagliata - affermano inoltre Pozzetti, Gilardoni e Raimondo -  anche perché farebbe pagare ancora una volta il prezzo più ingente ai lavoratori che non sono responsabili di questa crisi, innescata dalla finanza e dai poteri forti  che certo, da questa situazione, non hanno sicuramente perso.

I sindacati italiani CGIL CISL UIL frontalieri ribadiscono l’importanza di costruire politiche serie di assistenza e di tutela per i disoccupati. L'iniziativa del Parlamento Svizzero mina dall’interno le regole che conferiscono equità al mercato del lavoro interregionale; il rischio forte è che si potrebbero avviare pericolose derive che avrebbero come conseguenza dumping salariale e sociale, con  effetti negativi per tutti. (Inform)

 


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