SINDACATI
Cgil Cisl Uil Frontalieri con i sindacati
svizzeri che dicono no alla revisione della legge sull’assicurazione contro
la disoccupazione
ROMA - I sindacati italiani CGIL CISL UIL Frontalieri sono solidali con i colleghi svizzeri e dicono no alla quarta revisione della legge sull’assicurazione contro la disoccupazione ed il suo possibile smantellamento.
La crisi economica
mondiale - affermano Claudio Pozzetti coordinatore nazionale Frontalieri CGIL,
Gianmarco Gilardoni coordinatore nazionale Frontalieri CISL e Pancrazio Raimondo
Mentre tutti i governi europei hanno messo a punto, insieme alle parti sociali, nuovi ammortizzatori sociali - aggiungono i sindacalisti - per contrastare l’aumento vertiginoso della disoccupazione, a causa di una crisi nata nel settore finanziario e che i lavoratori hanno dovuto solo subire, la Svizzera vuole ridurre le prestazioni giornaliere di sostegno. Invece di ritoccare verso l’alto i contributi contro la disoccupazione che erano stati abbassati nella terza revisione, il Parlamento svizzero sceglie la via opposta tagliando le prestazioni.
Questa ci sembra una decisione sbagliata - affermano inoltre Pozzetti, Gilardoni e Raimondo - anche perché farebbe pagare ancora una volta il prezzo più ingente ai lavoratori che non sono responsabili di questa crisi, innescata dalla finanza e dai poteri forti che certo, da questa situazione, non hanno sicuramente perso.
I sindacati italiani
CGIL CISL UIL frontalieri ribadiscono l’importanza di costruire politiche serie
di assistenza e di tutela per i disoccupati. L'iniziativa del Parlamento Svizzero
mina dall’interno le regole che conferiscono equità al mercato del lavoro interregionale;
il rischio forte è che si potrebbero avviare pericolose derive che avrebbero
come conseguenza dumping salariale e sociale, con
effetti negativi per tutti. (