INFORM - N.139 - 20 luglio 2010


CAMERA DEI DEPUTATI

Presentata in Commissione Esteri risoluzione di Aldo Di Biagio (Pdl) e Franco Narducci (Pd)

“Riconoscere l’11 luglio Giornata della memoria della strage di Sbrebrenica”

Il documento, sottoscritto da deputati di diverso orientamento politico, sollecita il Governo all’adozione delle risoluzione del Consiglio Europeo

 

ROMA - Oggi  in Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei Deputati, è stata presentata una risoluzione, a firma congiunta degli onorevoli Aldo Di Biagio  (Pdl) e Franco Narducci (Pd), condivisa bipartisan da altri deputati, al fine di sollecitare l’impegno del Governo all’adozione delle risoluzione del Consiglio Europeo,  P6-TA (2009) 0028, con cui si chiede ai governi europei e dei Balcani Occidentali di riconoscere ufficialmente l’11 luglio come la Giornata della Memoria della strage di Sbrebrenica.

“Sono felice – ha commentato Di Biagio - dell’immediata sottoscrizione trasversale e bipartisan della risoluzione, che ha  un alto valore simbolico e rappresenta il doveroso  tributo alle vittime di quell’orrendo genocidio che fu perpetrato in tre giorni e che ha visto il massacro di più di 8.500 musulmani”. “L’Italia, in quanto paese dell’Unione Europea e membro delle Nazioni Unite e della NATO,  ha il dovere morale e istituzionale – ha detto il deputato - di riconoscere le istanze delle vittime o delle famiglie di vittime di quella strage che ancora oggi vivono in Bosnia e chiedono giustizia e verità,  il dovere di mostrare rispetto e riconoscimento nei confronti delle migliaia di cittadini bosniaci che oggi vivono e lavorano nel nostro paese, l’occasione per ribadire ancora una volta il valore della dignità di tutti gli essere umani, indipendentemente da  razza, etnia o religione”.

“L’adozione della Risoluzione europea per il nostro Paese significa completare il processo di riconciliazione con quei fatti  attraverso lo strumento  importante della memoria, in quanto – ha concluso Di Biagio – la  memoria rappresenta un monito teso a ricordare  a tutta l’umanità e alle generazioni future  che la dignità umana  non può essere più violata e in modo così profondo e insopportabile”.(Inform)

 

 


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