AFGHANISTAN
Entro il 2014 la staffetta Nato-governo afghano
Frattini: Transizione su condizioni reali
ROMA - La gestione della sicurezza dell'Afghanistan passerà
dalle mani della Nato a quelle del Governo afghano entro il 2014, ma
Ma
Il processo di transizione in Afghanistan – ha spiegato
il ministro Frattini - deve essere accompagnato dalla comunità internazionale
“non sulla base di tappe fissate dal calendario, ma dalle reali condizioni esistenti”.
Intervenendo nella Conferenza,dopo essere stato ricevuto
dal presidente Hamid Karzai, Frattini ha illustrato
i tre punti principali che a suo parere sono essenziali nella fase di transizione
di cui il primo è un vasto sforzo di formazione delle forze di sicurezza afghane
per metterle in grado di assumere nel prossimo futuro le loro responsabilità.
In secondo luogo, l'Italia è impegnata in un lavoro di 'capacity building' ossia di formazione di quadri afghani in
grado di contribuire a costruire un futuro al Paese. Il ministro ha indicato
inoltre che l’Italia è’ impegnata a dare più spazio all'intervento civile nell'opera
di costruzione in Afghanistan, e a questo fine sta ampliando la componente civile
del Gruppo di ricostruzione provinciale (Prt) di Herat,
dove l'Italia ha la responsabilità del Comando regionale occidentale (RC-W)
della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf).
A proposito della provincia di Herat,
sotto il controllo italiano, Frattini ha poi ricordato che potrebbe essere la
prima provincia che “potrebbe vedere il trasferimento del controllo provinciale
dalle autorità militari a quelle civili”. Quanto al “processo di riconciliazione”
Frattini ha sottolineato “il sostegno” dell’Italia: “pensiamo che vi siano alcuni
gruppi tribaliche possono essere ricondotti alla legalità
ma la linea rossa resta”, cioè la necessità della “rinuncia concreta e definitiva
alla violenza, l'accettazione delle regole costituzionali e, ovviamente, un
definitivo abbandono di qualsiasi legame con organizzazioni legate ad al Qaida”.
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