INFORM - N. 139 - 20 luglio 2010


SINDACATI

Si vota il 26 settembre

Referendum contro lo smantellamento dell’assicurazione di disoccupazione. La Cgil a fianco dei sindacati svizzeri

Iniziative specifiche rivolte anche ai lavoratori frontalieri

 

ZURIGO - Il 26 settembre le cittadine e i cittadini svizzeri potranno esprimersi sulla nuova revisione della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione (LADI). Il referendum è stato lanciato da un'ampia coalizione e sta raccogliendo con successo le firme.

Anche la Cgil appoggia la campagna referendaria e dopo la pausa estiva organizzerà insieme ad Unia iniziative specifiche rivolte anche ai lavoratori frontalieri per fare conoscere i contenuti della proposta di revisione della legge e le motivazioni opposte dai sindacati svizzeri. I lavoratori frontalieri, ovviamente, non potranno partecipare al voto referendario - ricorda Claudio Pozzetti responsabile nazionale Cgil frontalieri -  ma come già avvenuto in occasione di analoghe iniziative (pensiamo ai referendum sulla libera circolazione o a quello sulla sanità) possono dare un concreto contributo alla discussione e al coinvolgimento dei compagni di lavoro.

Con la  revisione della LADI, il Parlamento ha drasticamente peggiorato l’assicurazione contro la disoccupazione. A pagarne le conseguenze sono soprattutto i disoccupati più anziani e i più giovani. Per i Cantoni si prospettano spese supplementari per l’assistenza sociale. Solo una parte dei disoccupati ha ancora diritto a 400 indennità giornaliere e per una parte delle persone oltre i 55 anni il numero di indennità giornaliere viene ridotto; inoltre determinate categorie di disoccupati beneficiano solo ancora di 90 indennità giornaliere e i disoccupati senza figli devono attendere fino a 20 giorni per beneficiare della prima indennità.

E’ stato poi ulteriormente rafforzato l’obbligo di accettare qualsiasi tipo di lavoro, anche se mal pagato, mentre ai Cantoni con un’alta percentuale di disoccupati, come il Ticino, non è più concesso di aumentare il numero di indennità giornaliere; infine, nonostante i tagli alle prestazioni, le deduzioni salariali aumentano. (Inform)


Vai a: