RASSEGNA STAMPA
Intervista
del Corriere della Sera al ministro degli Affari Esteri
Frattini contro i tagli al servizio diplomatico:
“Norme assurde”
ROMA - Alle volte
«Ho visto norme assurde, come una per far pagare il prezzo di una promozione con quote delle tredicesime, un'ipotesi che è stata spazzata via da Silvio Berlusconi. Oppure un sistema in base al quale un non promosso dovrebbe contribuire a finanziare la promozione del collega. Assurdità», ha affermato Frattini. Non che discutesse l’esigenza di far quadrare con risparmi i conti dello Stato. Criticava le modalità individuate: «C'è stata una risposta sbagliata a un'esigenza giusta. Sbagliato è stato colpire i corpi scelti dello Stato, la diplomazia italiana, le prefetture...».
Ministro, prima che passasse un emendamento al Senato il decreto legge della manovra comportava che gli ambasciatori non potessero restare in servizio oltre i 65 anni d'età, eliminando ogni deroga. Significava per esempio che quello di sede a Washington, Giulio Terzi, intento a tessere una rete di relazioni con l'Amministrazione Obama, sarebbe dovuto rientrare in anticipo. La sua reazione quando lo ha saputo? Frattini: «Sconcerto per quanta scarsa conoscenza delle istituzioni ci fosse in chi aveva scritto quella norma. Ho chiamato il presidente del Consiglio ed è stata spazzata via. L'impegno personale del sottosegretario Gianni Letta è stato decisivo».
C'è stato sconto nel governo. Il Corriere ha domandato al titolare della Farnesina se questa sua durezza veniva fuori soltanto adesso, in prossimità dello sciopero. Le stesse tesi le ha sostenute nel Consiglio dei ministri? Frattini, pronunciando il nome della sua controparte: «Sì, credo che il suo giornale abbia riportato di una mia conversazione piuttosto accesa con il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. C'è stato un abbraccio di riconciliazione, poi».
Ha l'aria di essere
l'inizio e non la fine di una storia a puntate, questa dei tagli del
Frattini, invece di far muro, ieri osservava: «Hanno posto un tema serio. Affermare il principio, che quel trattamento economico non sia erogato per tre anni o sia compensato decurtando le buste paga dei non promossi? Se diventasse legge, credo che la Corte costituzionale farebbe giustizia». Parole inusuali per un ministro di Berlusconi. Ancora Frattini: «Si avrebbe una lesione grave dei diritti connessi allo sviluppo di carriera. E’ sbagliato e spero che lo si possa correggere prima dell'entrata in vigore, gennaio 2011». E ritiene che avverrà? «Ho avuto una disponibilità di Tremonti. Siccome mantiene gli impegni, sono certo che troveremo insieme una norma per correggere».
E i pensionamenti
improrogabili? «Sarebbe stato assurdo un limite con il quale si sarebbe mandato
via a 65 anni un ambasciatore a Washington o a Pechino. Applicare una norma
così in via repentina ci avrebbe creato anche problemi con i Paesi di accreditamento.
In più, lo Stato investe in un diplomatico, se lo si manda in pensione così
si destruttura un pezzo dello Stato. E poi aumentiamo l’età pensionabile per
il trend demografico e la tagliamo a professionisti sui quali lo Stato ha investito?».
La legge adesso dice che per mantenere in
Un Frattini insolito. Pugnace. Oggi sarà a Kabul. Fra l'altro, ieri elogiava il capo della procura distrettuale di Herat, zona controllata dai militari italiani: «E’ una donna, bersaglio di attentati. Si è ribellata all'interpretazione della legge afghana che contemplava la sottomissione della donna». Ministro, che fa, difende i magistrati? «Se rispettano la legge, sì». Poi Frattini ritorna sui tagli, la manovra e ride: «Sono consigliere di Stato. Quando per la prima volta il Consiglio di Stato fa sciopero, sarò pure in conflitto di interessi...». (Maurizio Caprara- Corriere della Sera del 20 luglio 2010)