MEMORIA
18 anni fa venivano uccisi a Palermo il giudice Paolo Borsellino e gli agenti
della scorta
Aldo Di Biagio (Pdl): Rinnovare
il ricordo, atto d’amore verso i nostri figli
ROMA - “Diciotto lunghi anni ci separano dalla morte
violenta ed inaccettabile di un referente della legalità, Paolo Borsellino,
a pochi giorni da un’altra violenta strage che coinvolse un altro uomo di giustizia
nonché amico, Giovanni Falcone. I nomi di questi inestimabili esempi di giustizia
e di legalità, uniti al loro sacrificio, devono essere il vessillo di un futuro
migliore in cui sia possibile credere che le fondamenta della società possano
risiedere nel rispetto del prossimo e della legge”. Lo ha di
“Rinnovare il ricordo di quella strage e di tutte quelle
in cui uomini e donne, esponendosi in prima persona contro la mafia ed il putridume
che le ruota intorno, hanno perso la vita – ha proseguito Di Biagio – è un atto
di dovere e di amore nei confronti dei nostri figli e delle generazioni che
verranno, poiché soltanto attraverso la memoria ed il dialogo che l’accompagna
è possibile creare una coscienza votata alla legalità e al rispetto non soltanto
dello Stato ma anche, e soprattutto, della vita umana. Non dimentichiamo che
soltanto l’edificazione di una reale cultura della legalità, basata su una conoscenza
tangibile unita ad un’emancipazione culturale dei giovani in particolare quelli
che vivono in aree in cui i fenomeni malavitosi sono più evidenti, può conferire
loro quella libertà per poter scegliere, poter costruire una società migliore,
ed un futuro in cui questo cancro sociale, economico e politico noto come mafia
possa essere concretamente debellato. Ed in questo percorso di rinascita noi,
padri prima che referenti politici, abbiamo una grande responsabilità”, ha concluso
l’on. Aldo Di Biagio.(