INFORM - N.137 - 16 luglio 2010


ISTRUZIONE

Da “La Voce del Popolo”

Croazia: Numero di alunni e modifiche di legge, nessuna conseguenza per le scuole delle etnie

 

FIUME - Le modifiche alla Legge sull’educazione e sull’istruzione elementare e media superiore, in base alle quali le istituzioni scolastiche con meno di 150 alunni cambieranno il loro status, non avranno conseguenze sulle scuole delle comunità nazionali in Croazia. Nel corso della sessione del Sabor il segretario di Stato, Želimir Janjić, reagendo a un emendamento presentato dalla parlamentare socialdemocratica Marija Lugarić, ha assicurato che le scuole delle minoranze, quelle per le persone disabili e le istituzioni situate in zone particolari, come le aree montane, potranno avere anche meno classi e meno alunni, rispetto a quelli che sono i criteri generali. Anche il ministro dell’Istruzione, Radovan Fuchs, durante il dibattito, ha relativizzato la portata delle modifiche di Legge, facendo presente che le stesse verranno applicate con estrema gradualità negli anni. In ogni caso per le minoranze l’argomento scuola è regolamentato da norme specifiche, che non dovrebbero essere assolutamente toccate.

Il deputato della comunità nazionale italiana al Sabor, Furio Radin, al quale abbiamo chiesto una dichiarazione, ha invitato a non drammatizzare la questione: “Diversi presidi mi hanno interpellato, preoccupati in seguito ad articoli apparsi sulla stampa, ma io li ho tranquillizzati. È inconcepibile che vengano toccate le scuole delle minoranze. Mi prendo la libertà e la responsabilità di affermare che le istituzioni scolastiche delle etnie non risentiranno di tali modifiche di legge. E’ estremamente improbabile un esito diverso. Questo infatti provocherebbe qualcosa che non esito a definire un cataclisma. Ma i cataclismi non si verificano”, ha assicurato Furio Radin. (ds-La Voce del Popolo/Inform)

 

 


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