CAMERA DEI DEPUTATI
Mantica su passaporto elettronico e provvedimenti relativi
al personale docente destinato a scuole e università all’estero
Le risposta del sottosegretario agli Esteri a due interrogazioni
presentate in III Commissione da Franco Narducci (Pd)
ROMA – Il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica risponde a due interrogazioni presentate nelle scorse settimane da Franco Narducci, deputato eletto per il Pd nella ripartizione Europa, in merito alle procedure di rilascio all’estero dei passaporti elettronici e al personale docente destinato alle scuole italiane all’estero.
Narducci aveva segnalato difficoltà per il rilascio del passaporto elettronico emerse a seguito di istruzioni operative recentemente impartite dal Mae alle rete diplomatico consolare all’estero, in particolare le modalità fissate dal Ministero dell’Interno per l’accertamento da parte degli uffici consolari di cause ostative al rilascio del documento. “Gli uffici consolari – si legge nell’interrogazione presentata da Narducci insieme al collega Francesco Tempestini (Pd) – non potranno più accedere al bollettino nazionale delle ricerche, ma dovranno acquisire il nulla osta rivolgendosi alla questura territorialmente competente per il comune di iscrizione AIRE anche per i residenti nella propria circoscrizione elettorale e registrati, quindi, nelle anagrafi consolari”. Considerato il fatto che il bollettino nazionale delle ricerche, attraverso cui l’accertamento ostativo veniva in precedenza svolto, era fornito alle sedi sotto forma di cd e dunque immediatamente disponibile, risulta ora invece “un aumento del carico di lavoro per gli uffici consolari e un appesantimento delle procedure, - precisa l’interrogazione - come pure l’impossibilità di procedere all’emissione del passaporto all’atto di richiesta da parte del cittadino e l’inattuabilità di una rapida risposta alle emergenze”. “Un esorbitante rallentamento del funzionamento degli uffici stessi” viene segnalato dai due parlamentari, dato che contrasta con “gli investimenti cospicui” in atto per “compensare lo smantellamento degli uffici con il forte incremento dei servizi informativi, il cosiddetto consolato digitale”. A ciò si aggiungono inoltre “molteplici disagi per i cittadini, obbligati a presentarsi di persona per la richiesta del passaporto per ben due volte nella sede consolare: la prima volta per «aprire» la pratica, la seconda per l’acquisizione delle impronte”, e il rischio dover ripresentare la domanda trascorsi 30 giorni, qualora la riposta della questura non sia sopraggiunta. Narducci e Tempestini chiedono pertanto se il Mae non intenda ripristinare la prassi di verifica precedente, che “nella prospettiva della modernizzazione dovrebbe essere accessibile online limitatamente al personale addetto”.
Nella sua risposta Mantica ha spiegato che il ministero dell’Interno ha interrotto la fornitura del bollettino nazionale delle ricerche nel 2008 “per aspetti afferenti alla tutela dei dati personali”. “L’impossibilità di una verifica diretta dei carichi pendenti da parte degli uffici all’estero ha quindi generato l’esigenza di chiedere di volta in volta un «nulla osta» all’emissione del passaporto alla questura competente per i cittadini residenti all’estero – ha chiarito Mantica, aggiungendo però come sia “attualmente allo studio la possibilità di concedere agli operatori consolari un accesso «mediato» attraverso appositi programmi informatici” per ottenere un nulla osta in tempo reale, “senza alcun dettaglio circa le motivazioni”, nel caso di risposta negativa.
In attesa di pervenire a una soluzione di questo tipo, valutando le determinazioni dell’Interno e i costi a carico del Mae, “è in fase di realizzazione la creazione presso gli uffici passaporti delle sedi all’estero ed in Italia di apposite caselle di posta elettronica certificata per l’inoltro delle richieste e ricezioni delle relative risposte – ha aggiunto Mantica, chiarendo che tale modalità di collegamento, “anche se non risolve completamente il problema”, consentirebbe “intanto di instradare in modo più veloce, puntuale ed economico le predette richieste”.
In ogni caso la presenza fisica del cittadino presso l’Ufficio passaporti è richiesta “da un punto di vista tecnico, una sola volta – aggiunge il sottosegretario - e cioè al momento dell’acquisizione delle impronte digitali, in quanto tutte le altre attività possono essere espletate anche in sua assenza; le istruzioni fornite alla rete suggeriscono infatti specifiche modalità organizzative in tal senso”.
Narducci si è
di
L’esponente Pd non giudica invece soddisfacente la riposta che Mantica fa pervenire in Commissione Esteri, alla sua interrogazione in merito a due decreti del Mae che “sospendono le procedure di mobilità all’estero del personale docente e Ata in servizio nelle scuole italiane all’estero e nei lettorati di italiani presso le università all’estero per il prossimo anno scolastico” e rinviano al 31 agosto 2012 le procedure di selezione linguistica del medesimo personale destinato all’estero, originariamente prevista il 31 agosto 2010.
“Le determinazioni
assunte, oltre a rappresentare una palese violazione delle norme contrattuali
– aveva scritto Narducci nell’interrogazione, - implicano il rischio di non
garantire il regolare inizio delle lezioni nelle scuole italiane all’estero
e nei lettorati di italiano presso le università straniere, con gravissime conseguenze
per l’utenza scolastica italiana in tutto il mondo”. In particolare “il rinvio
delle prove concorsuali, per oltre 4 anni, ha determinato e determinerà l’esaurimento
delle graduatorie delle diverse materie di insegnamento previste per le istituzioni
scolastiche italiane nel mondo e l’impossibilità di reperire personale di ruolo
in possesso di adeguate caratteristiche professionali e linguistiche da destinare
alle suddette istituzioni, che rappresentano un elemento essenziale della promozione
e della diffusione della nostra lingua e della nostra cultura nel mondo”.
Mantica in questo
caso chiarisce che il primo decreto non sospende la mobilità all’estero “ma
soltanto una tipologia di trasferimenti: quelli ‘estero per estero’ a domanda
degli interessati”, un provvedimento “di carattere circoscritto” - puntualizza
il sottosegretario - che consentirà di assicurare il regolare avvio dell’anno
2010/2011.
“La decisione, sia pur dolorosa, di sospendere per un anno i trasferimenti estero per estero al personale che chiede di spostarsi da un luogo all’altro a spese dell’Amministrazione, diversamente da quanto avviene in Italia ove le spese di trasferimento sono a carico degli interessati – aggiunge Mantica, - ha prodotto un risparmio di 450.000 Euro. Un risparmio che ha consentito di assicurare le nuove nomine e garantire i diritti di coloro che sono in graduatoria preservando così il livello di servizi a favore dell’utenza”.
Il secondo decreto “si limita a prolungare la validità delle attuali graduatorie, per un periodo che non potrà però superare il 31 agosto 2012 – si legge nella riposta. - Il che non impedisce che l’aggiornamento delle medesime possa essere effettuato anche nel corso di questo stesso anno o del prossimo, a condizione che siano erogati i fondi necessari”. Segnalando anche in questo caso un problema di difficoltà finanziarie, Mantica avverte che il capitolo di spesa attraverso cui si finanzierebbero nuove prove di accertamento linguistico “non presenta al momento alcuna disponibilità di fondi”. Tuttavia, conclude Mantica “la maggioranza delle graduatorie non risulta esaurita e, per tale ragione, si sta procedendo regolarmente alle nuove nomine”.
Narducci, in sede di replica ha rilevato i disagi che “incontrano i docenti all’estero, e in particolare i lettori di lingua italiana, costretti dai provvedimenti del governo a lunghe permanenze in sedi anche disagiate e alle prevedibili difficoltà che si verificheranno all’avvio dell’anno scolastico”, citando ad esempio l’esperienza del liceo artistico svizzero-italiano di Zurigo.
L’esponente Pd
ha pertanto auspicato “che si possa al più presto ripristinare l’applicazione
delle norme contrattuali vigenti e garantire il regolare inizio delle lezioni”.
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