ENOGASTRONOMIA
Veneto e Messico si sposano in cucina
TREVISO - “Sono sicuro che la cena degustazione messicana,
con la collaborazione della prestigiosa chef Patricia Quintana, nello splendido
quadro della vostra Villa Di Campodipietra, avrà un pieno successo e contribuirà
a porre nuovamente in risalto le grandi tradizioni e culture enogastronomiche
dei due Paesi”, cioè Italia e Messico. L’auspicio viene direttamente dall’ambasciatore
italiano a Città del Messico Ruggero Spinelli, che ha scritto a Ornella Molon,
viticoltrice a Salgareda, in provincia di Treviso, per congratularsi del progetto
di connubio tra cucina messicana e vini veneti e tra le eccellenze cucinarie
di due grandi paesi che amano i sapori e la qualità della vita.
Il progetto in questione è già stato testato con successo
di pubblico e di stampa nella capitale messicana: al ristorante Izote della
signora Patricia Quintana, scrittrice, ricercatrice delle origini della cucina
tradizionale di quel Paese, i piatti del grande Paese americano sono stati abbinati
a Pinot Grigio Doc Piave, Cabernet Doc Piave, Raboso Doc Piave e Rosso di Villa
(Merlot doc Piave). A questa serata ne è seguita un’altra dedicata alla cucina
veneta (v.
“Quando una cultura enogastronomica è forte e consapevole
dei suoi sapori e delle sue qualità – ha commentato l’assessore regionale all’agricoltura
Franco Manzato – non ha paura di confrontarsi con il mondo, affermando la propria
origine. E’ chi non è sicuro di sé che tentenna nel dire da dove proviene. Il
Veneto è vincente sui mercati quando sa proporre la singolarità, qualità e tipicità
delle sue produzioni, che escono dagli schemi della omogeneità della mondializzazione
e che rifuggono da generalizzazioni che inevitabilmente gli ogm porterebbero
alla nostra agricoltura. Quest’ultima si fonda su decine di migliaia di aziende
piccole e medie ed ha proprio nella diversità, nella qualità e varietà la sua
carta vincente. Il nostro vero problema non è dunque quello di innovare per
innovare – ha concluso Manzato – ma di produrre bene e vendere meglio, giacchè
la nostra sperimentazione “naturale” dimostra quotidianamente e di anno in anno
la sua superiorità e l’apprezzamento dei consumatori. Dobbiamo dunque promuovere
e rendere più riconoscibili le produzioni venete, a partire dall’etichetta”.(