MONDIALI DI CALCIO
Da
“Gente d’Italia”, edizione Sud America
C’è anche un po’ d’Italia nella Celeste
uruguayana
MONTEVIDEO - S’è
fermato il Paese. Celeste è il cielo, Celeste è il cuore dell’Uruguay, Celeste
è la festa. Gonfio d’orgoglio, il Paese è impazzito.
Fiesta Uruguay.
Grande festa, che è anche un pizzico italiana. Un po’ le appartiene. Cuore immenso
ha mostrato
Ventitré anni, di Salta, sposato giovanissimo con Maria Soledad, ex studentessa alla facoltà di chimica farmaceutica, potrebbe lasciare il Palermo. Anche in virtù del passaporto italiano che lo definisce comunitario a tutto tondo. Una carta di credito che permette un ventaglio di opzioni. Ovvero un trasferimento miliardario, da scegliere tra Inter, Wolfsburg e Manchester City. Dove lavora come allenatore Roberto Mancini. “Questo ragazzo, Cavani, alla sua terza partita in Italia, è venuto a San Siro a fare la guerra con tipacci come Samuel e Materazzi. Mi ha impressionato. Un giorno sarei felice di allenarlo”. Un uomo-mercato, Cavani l’atleta di Cristo.
Festa uruguaiana commuove anche quelli della Celeste che hanno il cuore a metà. Nel senso che un ventricolo è italiano, per via dei padri e del doppio passaporto. Diego Lugano, il capitano, il passaporto italiano ce l’ha, ma le sue origini sono leggermente svizzere. I suoi partirono infatti dal Canton Ticino, zona di grandi migrazioni nell’800. Lugano è il nome di una città svizzera molto italiana. Difensore centrale di peso e di personalità, un gigante in tutti i sensi, il carismatico capitano è stato spesso sul punto di arrivare in Italia. Molte squadre l’hanno circuito, nessuna però è riuscita a schiodarlo dal Brasile e dalla Turchia. Lugano l’italiano ha giocato a San Paolo, adesso è al soldo del Fenerbahce.
Visto Fernando
Muslera piangere come un bambino. Emozionato, commosso alla festa dell’Uruguay.
Portiere della Celeste in forza alla Lazio, grandioso protagonista fino alla
semifinale con
Passaporto italiano,
ma il cuore? Intanto, l’esultanza, da uruguiano puro. Ignacio Maria Gonzalez,
per tutti Nacho. Centrocampista di talento, titolare però di una carriera segnata
da infortuni importanti. In Francia, con la camiseta del Monaco, firmò un gol
storico al Marsiglia. Il gol del 2-3 al Velodrome marsigliese, uno sballo per
i tifosi monegaschi. Poi, il Newcastle, Inghilterra. In Spagna, al Valencia,
l’infortunio più grave. Nel cuore del difficoltoso recupero fisico fu offerto
gratis all’Inter. Sembrava fatta, poi non se ne fece niente. Nacho si è rifatto
la bocca e gli occhi con l’impresa della Celeste in Sudafrica.
(Franco Esposito-La Gente d’Italia/