INFORM - N. 135 - 14 luglio 2010


CAMERA DEI DEPUTATI

 

Antonio Razzi (Idv) sul programma di lavoro della Commissione europea per il 2010

 

 “L’Italia divenga ispiratrice di una modifica della sensibilità europea sul tema della tutela delle lingua nazionali”

 

 

ROMA – “Il tema della tutela della lingue nazionali in ambito comunitario rappresenta un punto importante emerso nel corso dell’esame del Programma di lavoro della Commissione europea per il 2010”: è quanto ha dichiarato Antonio Razzi,  deputato eletto nella ripartizione Europa, annunciando ieri alla XIV Commissione della Camera (Politiche dell’Ue) il voto favorevole di Italia dei Valori sulla risoluzione presentata in proposito (vedi Inform n. 134 del 13 luglio,  http://www.mclink.it/com/inform/art/10n13417.htm).

“L’Italia potrebbe essere ispiratrice di una modifica della sensibilità europea proprio sul tema della tutela delle lingua nazionali – ha aggiunto l’esponente Idv. - La lingua di lavoro delle istituzioni comunitarie è l’inglese, grazie alla sua diffusione all’interno dei confini dell’Unione e fuori. Tuttavia va aumentata la capacità di traduzione degli atti legislativi, dei loro allegati e di ogni altro documento in tutte le altre lingue dell’Unione. Serve una razionalizzazione dei servizi di traduzione e forse un aumento della spesa per tali servizi”. 

A tal proposito Razzi ha evidenziato “l’importanza che la lingua italiana venga maggiormente diffusa in tutti i paesi dell’Unione e ciò si potrebbe realizzare facilmente – ha aggiunto - se in tutti gli stati dell’Unione fosse possibile vedere gratuitamente almeno un canale della televisione pubblica italiana”.

“Inoltre non va dimenticato che all’interno dei Paesi dell’Unione europea vivono oltre 2 milioni di cittadini italiani, regolarmente iscritti all’AIRE. Attraverso la televisione italiana si aumenterebbe tra i nostri connazionali la conoscenza delle istituzioni e delle politiche comunitarie, - ha affermato Razzi - contribuendo così ad uno sviluppo più incisivo della cittadina europea e ad una maggiore visibilità all’estero del contributo italiano al processo di integrazione comunitario”. (Inform)

 


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