CAMERA DEI
DEPUTATI
All’esame il programma di lavoro della Commissione europea per il 2010
Antonio Razzi (Idv): Il Parlamento
sia protagonista della crescita dell’Unione Europea
“Progetti e programmi europei al centro dell’agenda dei
lavori del Parlamento e non solo del Governo”
ROMA – “Il Parlamento è o dovrà diventare protagonista
co-primario dello sviluppo e della crescita dell’Unione
Europa, incidendo sempre più nella fase di programmazione legislativa, così
come nella formazione delle politiche e delle strategie dell’Unione”. Lo ha
sottolineato il deputato di Idv Antonio Razzi intervenendo
in Aula della Camera dove si è svolta la discussione della relazione della XIV
Commissione sul Programma di lavoro della Commissione europea per il 2010 e
sul programma di 18 mesi del Consiglio dell'Unione europea presentato dalle
Presidenze spagnola, belga e ungherese. Un esame che “offre al Parlamento un’opportunità
fondamentale di riflessione” ha detto il deputato eletto nella ripartizione
Europa annunciando che il programma della Commissione Barroso “ci trova
favorevoli”.
Razzi ha ricordato che “molto è accaduto a livello economico
ed istituzionale nell’ultimo anno e mezzo”: da un lato , la crisi economica
e finanziaria “paragonata a quella del 1929, che manifestò tutti i suoi terribili
effetti solo alcuni anni dopo”, dall’altro lato l’entrata in vigore del nuovo
Trattato di Lisbona che, tra le altre cose, ha reso giuridicamente vincolante
L’Unione europea “svolge un ruolo fondamentale per superare
la crisi economica” ha detto Razzi avvertendo hce
servono “regole più ferree per disciplinare i settori finanziari e governare
il sistema bancario, da dove la crisi si è generata”. “Basta – ha rimarcato
- con la finanza creativa e basta con le speculazioni. La vecchia cantilena
del “meno regole e più mercato” si è rivelata un paradosso populistico”; oggi
bisogna affermare l’idea che al mercato servono regole migliori, trasparenza,
rafforzamento della governance e maggiore etica”.
“La non assunzione piena e totale delle responsabilità
e del ruolo che il Trattato di Lisbona affida ai parlamenti nazionali, significherebbe
– ha sostenuto il deputato di Idv - abdicare alla
funzione prima e principale che
Riguardo alla nuova strategia di Lisbona 2020, Razzi
ha evidenziato che “la verifica dei risultati della strategia precedente, la
consapevolezza dei limiti e delle loro cause consentono all’Unione di proiettarsi
con slancio nelle azioni dell’immediato futuro”. Ma ha anche avvertito: “Guai
a pensare, che l’Unione possa essere un cilindro da cui tirare fuori magicamente
le soluzioni alle difficoltà d’ogni sorta che sopportiamo”. “Ogni Paese deve
affrontare il proprio debito pubblico eccessivo e gli interessi sul debito,
e non chiedere deroghe alle regole che a livello europeo ci siamo dati” . Inoltre,
“non chiudiamoci nella bieca visione di un’Unione solo economica o a proporre
che torni ad occuparsi principalmente di economia”. Il mercato comune è “ancora
un obiettivo importante”, ma “l’Unione dei ‘diritti’ è senz’altro il traguardo
e la strategia più importante e sicura da raggiungere”. Per Razzi i “veri punti
qualificanti” del Programma che è stato presentato, “sono quelli del lavoro,
dell’istruzione, della mobilità studentesca, della ricerca e dell’inclusione
sociale”. “Dobbiamo – ha aggiunto - prendere estremamente sul serio le
politiche comunitarie a favore della riduzione dell’inquinamento e dell’investimento
sulle energie rinnovabili. Dobbiamo contribuire a far sì che l’Unione, cominciando
dall’Italia, punti decisamente su un sistema produttivo rispettoso dell’ambiente,
delle materie prime e delle risorse disponibili, che scarseggiando sempre più.
E’ un atto di responsabilità: ciò che consumiamo e distruggiamo noi oggi, sarà
perso per sempre e non verrà lasciato in eredità ai nostri figli”.
Razzi ha ricordato che Idv,
nell’elaborare le osservazioni del Parlamento italiano alla bozza della Strategia
di Lisbona 2020, aveva “suggerito all’Unione di puntare su un maggior grado
di integrazione a livello di armonizzazione fiscale, fatto fondamentale per
la crescita del mercato comune e per la sua efficienza”. E “questa richiesta
la ribadiamo, essendo già stata inserita nella relazione presentata dalla XIV
commissione” . Il programma della Commissione Barroso “ci trova favorevoli
perché ci sembra andare nella direzione che ho prima indicato” ha affermato
Razzi.Concludendo che “altro si può e si deve fare,
ma guardiamo con fiducia a questo nuovo percorso che si è appena aperto”. (