ITALIANI ALL’ESTERO
Eugenio Marino (Pd) fa il punto sull’azione del Governo
per i connazionali nel mondo
“Sulle questioni degli italiani all’estero le divisioni
nel Pdl e nella maggioranza sono enormi”
ROMA - “Fino a
circa un anno fa i giornali mettevano in risalto ‘discussioni, divisioni e distinguo
del Pd’, in contrapposizione a una forte unità del Pdl e dei suoi elettori e
gruppi dirigenti. Oggi il Pd ha un segretario eletto da una base molto larga
di iscritti ed elettori che nessuno discute, sta consolidando la costruzione
e il radicamento del partito sul territorio (in Italia e all’estero), ha risolto
i principali nodi politici al suo interno e si presenta unito al Paese, anche
sulle politiche che riguardano gli italiani nel mondo. Il Pdl e il Governo,
invece, si trovano nel pieno di una crisi politica e lacerati da divisioni che
al loro stesso interno molti reputano insanabili, tanto che autorevoli dirigenti
nazionali cominciano a parlare
Inizia così la riflessione a tutto
campo sulla politica italiana e sulle iniziative della maggioranza di
governo per le nostre comunità all’estero che il responsabile per gli Italiani
nel Mondo del Partito democratico Eugenio Marino ha affidato alle pagine del
quotidiano “
“Sulle questioni degli italiani
all’estero, - afferma poi Marino - le divisioni nel Pdl e nella maggioranza
sono enormi. I giornali ci parlano di due Pdl, uno berlusconiano e uno finiano,
che all’estero si starebbero organizzando proprio come correnti o come partito
nel partito. Due anime (o due partiti come dicono alcuni di loro) divisi politicamente
su tutto: voto all’estero, risorse per gli italiani all’estero, istituti di
rappresentanza, modello di partito, associazioni di partito o correnti. Abbiamo
letto lunghe polemiche su chi chiedeva dimissioni dei propri dirigenti, accuse
e contro accuse reciproche. Leggiamo – prosegue Marino - come una parte del
Pdl lavori con difficoltà, serietà e buona fede a cercare il modo di recuperare
risorse per i nostri connazionali all’estero (però inascoltata dal suo stesso
Governo), a evitare lo svuotamento o la chiusura degli organismi di rappresentanza,
a cercare un modo per migliorare il sistema di voto per corrispondenza. E di
come lo fa cercando un dialogo non semplice (anzi molto complesso) con le forze
associative, i Comites, il Cgie e persino l’opposizione. E leggiamo come un’altra
parte del Pdl difende in maniera incondizionata i tagli enormi (per gli italiani
all’estero e non per il bilancio italiano) e indiscriminati, descritti come
il giusto sacrificio a cui anche gli italiani all’estero sono chiamati e per
i quali non dovrebbero lamentarsi o manifestare, dimenticando che in Italia
persino Formigoni,
“Il Pd, in Italia
e all’estero, - conclude Marino - sta lavorando con pazienza, serietà e disponibilità
al dialogo per stare al fianco delle comunità italiane all’estero, sostenendo
le battaglie e le forme di protesta che partono dai cittadini e dalle associazioni,
dando voce (anche attraverso il suo segretario nazionale) ai bisogno della comunità,
mettendo a disposizione il suo gruppo parlamentare. Ma dal Pdl e dal Governo
arriva solo silenzio, indifferenza e fastidio. Speriamo di essere smentiti presto!”.
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