RASSEGNA STAMPA
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“Il Piccolo” intervista al ministro degli Affari Esteri
Frattini: “Finalmente ci siamo. Trieste
scrive una pagina di storia”
TRIESTE. - Un atto di riconciliazione storico, che mette fine ad anni di polemiche, riuscito grazie alla sensibilità del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini non ha dubbi, domani si scriverà una pagina importante delle relazioni tra Italia, Slovenia e Croazia, un atto che avrà anche un'ineccepibile valenza europea.
Qual
è l'importanza per Trieste dell'omaggio che i tre presidenti di Italia, Slovenia
e Croazia renderanno al Narodni dom e al monumento degli esuli istriani, fiumani
e dalmati?
«Credo che sia quel gesto importante di amicizia tra tre Paesi e tre popoli che in fondo il Presidente Napolitano aveva sempre auspicato. E’ maturata questa occasione. E’ maturato questo invito e il Presidente Napolitano ha personalmente concordato con il presidente sloveno Turk perché nella visita si possa concretizzare qualche cosa che sicuramente consoliderà quest'amicizia tra i tre Paesi. Mi rendo conto che nel passato c'erano state difficoltà per iniziative del genere, ma ora finalmente ci siamo».
Ci sono
state però difficoltà anche questa volta perché inizialmente non era previsto
l'omaggio al monumento dell'esodo...
«No, non era previsto,
Prima
parlavamo di divisioni. Il sottosegretario all'Ambiente, Roberto Menia ha deciso
di non partecipare al Concerto dell'amicizia perché i tre presidenti non si
recheranno a rendere omaggio alla Foiba di Basovizza...
«Recarsi alle
foibe resta comunque un principio e un segnale che si può e si potrà dare in
molte occasioni. Questa era l'occasione di celebrare due momenti: il momento
che ricorda un dolore particolare per gli sloveni e un dolore particolare per
gli esuli italiani e il tema delle foibe non va cancellato dalla memoria, ma
non possiamo immaginare che una visita così importante venga in qualche modo
condizionata. Chi ha a cuore il ricordo di quella tragedia lo deve avere non
per rinfocolare l'odio, ma per fa sì che quella tragedia della storia del mondo
non si ripeta
Trieste
però sembra avere conficcato nel suo Dna il dramma dei 40 giorni dell'occupazione
titina e quello delle foibe. Si potrà superare?
«Credo che i giovani e i giovanissimi lo supereranno sempre meglio nel nome dell'Europa. Una cosa però è importante: che non si dimentichi che cosa è successo. Non credo che il passato tragico debba essere rimosso. Non credo che queste ferite debbano semplicemente essere cancellate dalla storia. Devono essere superate in nome dell'Europa, del mondo che cambia, ma è evidente che la memoria condivisa è qualche cosa che non si può negare, noi lo abbiamo detto mille volte per le vittime dell'Olocausto, lo diciamo per le vittime di ogni tirannia, per le vittime di ogni azione violenta come quella ovviamente delle milizie di Tito».
Ma Trieste
continua a soffrire anche di una certa marginalità, nonostante tutto...
«Purtroppo bisogna fare di più. Credo che l'allargamento a Est dell'Unione europea offrirà a Trieste nuove possibilità. Prima Trieste era la porta del Patto di Varsavia, della grande Cortina di ferro. Oggi è diventata il centro dell'Europa perché nel frattempo a Est l'Europa si è allargata e quindi paradossalmente crescono le opportunità. Vi è purtroppo qualche conseguenza che l'allargamento si è portato dietro. Basti pensare che i Paesi oramai europei ad Est di Trieste, primo fra tutti la Slovenia, hanno condizioni anche di attrattività per gli investimenti, penso a un differenziale fiscale medio che è molto attraente per gli investimenti in Slovenia, che rischia di far delocalizzare dal Friuli Venezia Giulia in favore dei Paesi vicini».
Qual
è la contromossa?
«Noi stiamo lavorando
con forza per l'Euroregione. Ecco perché abbiamo già come governo dato via libera
alla norma di attuazione di questa struttura, di questo sistema euroregionale
che dovrà comprendere certamente la Carinzia, ma certamente anche la Slovenia
con cui bisognerà negoziare e io mi auguro che una volta entrata nell'Ue ne
faccia parte anche
Ci sono
all'orizzonte alcuni segnali in questo senso?
«Vedrò tra breve
alcuni grandissimi imprenditori del trasporto dei containers che hanno rotte
in tutto
La storia
del rigassificatore avrà finalmente una fine?
«Mi auguro che
abbia la fine che vuole il buonsenso e che vogliono i rapporti di buon vicinato.
Abbiamo detto con grande chiarezza che il rigassificatore di Zaule ha superato,
a nostro avviso, tutti i test di impatto ambientale, abbiamo detto con grande
chiarezza che