INFORM - N. 132 - 9 luglio 2010


CRISI ECONOMICA

Presentati i risultati di una ricerca

Per il Cnel è scarsa in Italia l’attenzione verso le aree montane italiane

 

ROMA - Gli effetti della crisi economica sono differenti non solo tra le regioni del centro-nord e del Mezzogiorno, ma anche tra montagna o aree interne di collina e resto del territorio. Nella ricerca ''Innovazione nella crisi economica. Strategie e fabbisogni di politiche di aree montane italiane'' presentata ieri mattina il Cnel evidenzia ''una scarsa attenzione'' verso quei territori che stanno registrando un calo della domanda complessiva e una sostanziale riduzione degli investimenti pubblici e che hanno dovuto ingegnarsi per far fronte alla grave situazione debitoria delle aziende. Da qui la raccomandazione ad intervenire a livelli istituzionali superiori con provvedimenti necessari a riattivare investimenti, crescita e occupazione.

Nella ricerca, condotta su tre aree campione (la zona alpina dell'alto Bellunese, l'appennino parmense, la zona grecanica dell'Aspromonte) il Cnel ricorda come la crisi abbia causato una caduta del Pil del 5% e la perdita di oltre mezzo milione di posti di lavoro. Cosa ancor più grave perché non viene da fenomeni già archiviati bensì dall'immediato futuro: tutte le stime indicano che nel nostro Paese la ripresa sarà più lenta che nel resto dell'Unione Europea, e a soffrire di più saranno le aree già deboli e carenti di infrastrutture. ''Evitare provvedimenti indifferenziati'', ''puntare sulle progettazione locale'', ''rivisitare i bandi regionali'' per l'accesso ai fondi europei. Nella ricerca il Cnel formula una serie di raccomandazioni su come impostare le linee di policy.

Non servono provvedimenti di rilancio dell'economia che si traducano in forme di incentivazione indifferenziata per le imprese e i settori. Occorre, piuttosto, puntare sul sostegno alla progettazione al livello locale individuando tematiche prioritarie sulle quali concentrare gli investimenti pubblici capaci di attivare occupazione e turismo sostenibile, inclusione sociale, energie rinnovabili e produzioni alimentari di qualità. (Inform)


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