INFORM - N. 132 - 9 luglio 2010


PATRONATI

Segoloni (Ital Uil Germania) : “Senza l’attività di informazione e sostegno dei patronati, le strutture consolari rischierebbero di essere travolte”

 

BERLINO – “In Italia è in atto il tentativo di sopprimere finanziamenti e riconoscimenti ai patronati che operano all’estero. Mentre in Germania, proprio in questi giorni, le sedi dei Patronati sono prese d’assalto con richieste d’aiuto che non hanno nulla a che fare con le pratiche per la pensione…Ci saremmo anche stufati non di lavorare, ma di dovere continuamente sentire e leggere da una certa stampa italiana che i patronati  sono inutili e che  non servono a nessuno. Un giudizio generico, esteso anche ai Comites , al Cgie ed ai consolati, nonostante svolgano altri compiti definiti per legge”. Lo afferma in una nota il Presidente e coordinatore dell’associazione Ital-Uil Germania, Gianfranco Segoloni. Dal sindacalista vengono poi criticate le posizioni del sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica, che, rispondendo ad una interrogazione della deputata del Pd Laura Garavini chiedente lumi sulla firma della convenzione-quadro fra Mae e patronati, ha sottolineato come la futura predisposizione di servizi consolari online potrebbe rendere superflua, in prospettiva, una convenzione ad hoc con gli enti assistenziali. Secondo Segoloni invece senza l’attività di informazione e sostegno dei patronati, le strutture consolari rischierebbero di essere travolte.

A sostegno di questa tesi dal sindacalista viene ricordato che l’Inps  sta inviando ai pensionati all’estero che non hanno certificati di esistenza in vita, attraverso il Tesoriere ICBPI di Roma, una comunicazione che li invita a riscuotere la mensilità di luglio presso gli sportelli della banca Western Union. “La conseguenza – spiega Segoloni – è che in questi  giorni le nostre sedi di Patronato sono tempestate di telefonate e dalla presenza di  connazionali che vengono in ufficio per chiedere dove si trovino filiali della Western Union. I nostri operatori  devono, caso per caso,  telefonare all’Istituto Centrale delle ICBPI per richiedere, non solo quali siano le banche corrispondenti tedesche più vicine all' indirizzo di residenza del pensionato, ma anche per farsi dare  il  numero d’identificazione personale del beneficiario, senza il quale non è possibile riscuotere l’importo relativo al mese di luglio. Per evitare in futuro tale situazione, il pensionato deve  trasmettere sia un certificato di esistenza in vita sia  le coordinate bancarie personali. Nel caso in cui  il connazionale risieda lontano da una struttura consolare deve recarsi presso un comune tedesco e richiedere un certificato di esistenza in vita. Una volta in possesso di questa attestazione, che nel caso venga rilasciata in lingua tedesca deve essere accompagnata da una traduzione giurata in lingua italiana, i pensionati devono spedire la documentazione (meglio per raccomandata) all’Istituto Centrale delle ICBPI. Posso confermare – prosegue Segoloni ribadendo l’utilità dei servizi offerti alle comunità all’estero dai patronati - che le strutture consolari, pur facendo del loro meglio, inviano la quasi totalità degli interessati ai nostri uffici. Ironia della sorte, tale attività non comporta alcun riconoscimento quale pratica ai sensi delle tabelle ministeriali applicative dell’ultimo decreto sui Patronati”.

Secondo il sindacalista un secondo esempio dell’utile lavoro svolto dai patronati deriva “dall’applicazione di una direttiva della Comunità Europea e riguarda l’assistenza malattia per chi si rechi temporaneamente in Italia.

A partire dal 30 aprile – precisa Segoloni - una circolare delle casse mutue tedesche invita i connazionali che si rechino in Italia e abbiano necessità di assistenza medica, non potendo più far valere il tesserino in plastica che veniva rilasciato in Germania, a rivolgersi alle competenti autorità sanitarie italiane che dovrebbero a loro volta rilasciare il tesserino di assistenza europea (EHIC). La difficoltà è che le A.S.L. italiane non sono in grado di rilasciare tale documento bensì consegnano provvisoriamente un documento sostitutivo e, in caso di necessità di trattamento ed eventuali spese sanitarie, apposita certificazione da esibire al rientro in Germania.

Naturalmente anche tutta questa attività d’informazione, che si è potuta raggiungere solo da fonti tedesche, da parte italiana non ha avuto alcuna diffusione sistematica fino alla data odierna. Quanto sopra, - continua Segoloni - è naturalmente al di fuori dell’attività riconoscibile ai Patronati. L’obiezione da parte mia è che se dovessimo registrare tutti i colloqui e le telefonate in aggiunta al lavoro normale, dovremmo rinunciare all’attività istituzionale che ci consente il finanziamento e per la quale non avremmo più tempo. La competenza e la pazienza degli operatori è quasi illimitata, mentre da parte del ministero Del Lavoro si è ridotto fortemente il numero di pratiche riconoscibili ai fini statistici. Una scelta  perfettamente in linea con il clima di disinteresse nei confronti delle comunità italiane all’estero e delle reti di solidarietà che cercano in ogni maniera di contribuire a ridurre i disagi e le situazioni di difficoltà”. (Inform)


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