INFORM - N. 131 - 8 luglio 2010
ITALIANI ALL’ESTERO
Da Melbourne Marco Fedi (Pd) fa il punto su manovra economica
e politiche per i connazionali nel mondo
MELBOURNE - “L’Italia
unita ci richiama dal lontano 1861: proprio oggi che nasce il federalismo è
il momento in cui dobbiamo riaffermare con forza l’unità della nazione” – ha
dichiarato a Melbourne il deputato
del Pd Marco Fedi, eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide,
in occasione della prima iniziativa promossa dal Circolo Pd “Raffaello Carboni”a
inizio luglio.
“Stiamo attraversando
- ha continuato Fedi nel suo intervento presso la Federazione Lucana
- un momento molto delicato per le nostre istituzioni, per l’equilibrio tra
poteri dello Stato, per il futuro della democrazia parlamentare e del rapporto
di fiducia con i cittadini che oggi rischia di essere divorato da forme di antipolitica
spesso fomentate anche da atteggiamenti e dichiarazioni
di esponenti di Governo e di maggioranza.. Credo sia giusto – ha proseguito
il deputato del Pd - partire da queste considerazioni. Dal fatto che le Istituzioni
vanno protette e salvaguardate, non attaccate ogni giorno. Il Parlamento deve
tornare ad essere non solo il luogo del confronto e della discussione ma il
luogo delle scelte e delle decisioni, anche sulla spesa. Con i tempi necessari.
Poi dobbiamo parlare di riforme vere. Che avvicinino i cittadini, oltre a rendere
la democrazia più efficiente. Il voto di fiducia sulla manovra economica ha
l’effetto contrario”. Fedi ha poi evidenziato come la manovra, che
il governo sta per varare, sia profondamente iniqua poiché prevede “tagli brutali”
che colpiranno i diritti dei cittadini, anche attraverso le forti riduzioni
dei trasferimenti delle risorse pubbliche a ministeri, regioni, province e comuni.
“Questo provvedimento – precisa Fedi - colpisce il settore pensionistico
e prevede l’aumento della percentuale per la concessione dell’invalidità civile,
oltre alla modifica alle finestre per la vecchiaia che di fatto colpiranno due
volte i lavoratori italiani all’estero che al compimento del 65mo anno di età
non avranno l’opportunità di rimanere occupati ma dovranno cessare il lavoro
e non potranno ottenere la pensione italiana se non con la nuova finestra e
quindi con un forte ritardo. La manovra economica Tremonti introduce poi una
novità sul recupero degli indebiti pensionistici con un meccanismo di “esproprio”
su beni immobili e mobili nei confronti di coloro i quali debbono restituire
un debito. Altra durissima azione nei confronti di una fascia debole della nostra
società, i pensionati, e particolarmente dura nei confronti dei residenti all’estero
che avranno notevoli difficoltà a tutelare i propri interessi”.
“In questa manovra
– ha aggiunto il deputato del Pd - non si danno inoltre risposte alla questione
dell’ICI che interessa tutti coloro che hanno una casa in Italia. Il decreto
93, convertito in legge 24 luglio 2008, n. 126, sulla salvaguardia del potere
di acquisto delle famiglie, ha abolito l’ICI sulla prima casa ma ha escluso
da questa norma i residenti all’estero che sono invece tornati a pagare l’importo
pieno dell’ICI, essendo state anche abolite le detrazioni introdotte dal Governo
Prodi. L’agenzia delle entrate ha smentito interpretazioni di esponenti della
maggioranza che ipotizzavano una sorta di capacità decisionale dei Comuni su
questo tema. Non è possibile interpretare una norma che è chiara ed esclude, non per errore, ma per scelta, i
residenti all’estero. In ogni decreto economico o fiscale ed in ogni legge di
bilancio abbiamo provato ad apportare emendamenti ed il Governo ha preso generici
impegni a ripensare questa norma, ma fino ad oggi è tutto immutato. È stata
presentata anche una proposta di legge per estendere l’esonero ICI ai residenti
all’estero, firmata dai deputati Pd eletti all’estero e sottoscritta anche da
esponenti della maggioranza. Analogamente – ha puntualizzato Fedi – le detrazioni
fiscali per carichi di famiglia, introdotte dal Governo Prodi ed estese anche
ai residenti all’estero, scadono il prossimo anno e necessitano una proroga
o il definitivo inserimento nel panorama fiscale italiano. Il Governo ha preso
impegni con numerosi ordini del giorno e siamo in attesa di un riscontro politico
a questa esigenza che è molto sentita”.
Il deputato del
Pd ha inoltre rilevato come a tutt’oggi, nonostante alcune aperture di esponenti
di Governo, non si registrino sostanziali passi avanti nella direzione di una
concertazione Esteri-Interno tesa a dare risposta ai temi della cittadinanza,
e in particolare per il riacquisto ed il superamento della discriminazione nei
confronti delle donne. In questo ambito, secondo Fedi, è inoltre necessario
assicurarsi che nella proposta di riforma,che presto sarà in discussione alla
Camera, non si perdano anche le attuali disposizioni che consentono ai
discendenti di cittadini italiani di acquisire la cittadinanza dopo tre anni
di residenza in Italia (art. 9 della legge 91/92) ed agli ex-cittadini italiani
di riprenderla immediatamente, dietro dichiarazione (art. 13, comma c della legge 91/92) oppure
dopo 12 mesi di residenza in Italia (art. 13, comma d della legge 91/92). “In
altre parole, - conclude Fedi - con la riforma esistono anche forti rischi
di perdere le agevolazioni attualmente in vigore”. (Inform)