POLITICHE
DI INTEGRAZIONE
I risultati sono stati presentati a Cles dall’assessore
Beltrami
Dalla Provincia di Trento un progetto pilota su convivenza
e pari opportunità nelle scelte lavorative delle straniere
Le donne coinvolte nell’iniziativa: “Una nuova speranza
per noi immigrate”
TRENTO - “Questo progetto ha rappresentato una nuova
speranza per noi donne immigrate e per il nostro futuro lavorativo.” Lo hanno
detto a Cles (Trento) le donne straniere che hanno
preso parte al progetto pilota “Convivenza e pari opportunità nelle scelte e
nei percorsi lavorativi - donne straniere con sé e con gli altri”. Il progetto,
partito nell'ottobre 2009 e concluso nei giorni scorsi, è stato promosso dall'Assessorato
alla Solidarietà internazionale e alla Convivenza della Provincia autonoma di
Trento, dalla Consigliera di Parità, dalla Comunità della Val
di Non, dal Cinformi e dall'Ufficio per le pari Opportunità
e ha rappresentato un'occasione privilegiata di promozione della cultura del
lavoro femminile tra la popolazione di donne straniere che vivono in valle.
Hanno preso parte al progetto 22 donne da 6 Paesi (Colombia,
India, Marocco, Romania, Serbia, Venezuela) e provenienti da 4 continenti.
L'obiettivo di fondo dell'iniziativa era valorizzare
la persona – in questo caso le donne immigrate – e favorire la loro integrazione
sociale.
Due i percorsi di formazione che sono stati portati a
termine: la creazione di un'associazione che favorisca l'integrazione e la coesione
sociale e un percorso per acquisire le competenze nel campo della sartoria e
del lavoro domestico.
Alla presentazione dei risultati hanno preso parte, fra
gli altri, l’assessore provinciale alla Solidarietà internazionale e alla Convivenza
Lia Giovanazzi Beltrami, il presidente della Comunità
della Val di Non Rolando Valentini, l’assessore alle politiche sociali della Comunità
Giovanni Formolo, il vicesindaco di Cles Flavia Giuliani,
Proprio quest'ultima ha sottolineato l'ottimo successo
dell'iniziativa: “Le donne immigrate si sono fatte avanti, ci hanno raccontato
le loro ambizioni e hanno seguito il percorso di formazione acquisendo nuove
competenze.”
“In questa iniziativa è emersa – ha detto il presidente
della Comunità della Val di Non Valentini – una forte volontà di integrazione; sono stati
valorizzati i valori del territorio e le capacità delle donne immigrate che
sono entrate in questa comunità”.
“Il progetto ha rappresentato un positivo esempio di
collaborazione fra diversi soggetti e ha portato a risultati significativi”,
ha aggiunto
Per l'assessore provinciale Lia Giovanazzi
Beltrami, si è trattato di "un ottimo progetto da esportare, un esempio
di integrazione e di valorizzazione delle capacità dei 'nuovi trentini'. Un'iniziativa
nata dall'operazione ascolto organizzata a inizio legislatura sul territorio
provinciale che poi ha portato alla stesura del Piano Convivenza approvato dalla
Giunta provinciale.”
Proprio il Piano Convivenza è stato illustrato prima
della conferenza stampa agli amministratori, alle associazioni e ai vari soggetti
impegnati a vario titolo di fronte al fenomeno migratorio. Un appuntamento organizzato
tra l'altro per presentare il documento ai nuovi amministratori eletti alle
recenti consultazioni elettorali. Un documento, il Piano Convivenza, preso ad
esempio a L'Aquila per rispondere efficacemente al fenomeno migratorio dopo
il sisma, ma visto come modello da seguire in diverse località italiane. (