IMMIGRAZIONE
Consiglio regionale toscano: l’assessore Allocca ascoltato in Commissione
istruzione e cultura
Legalità, seconde generazioni, diritti: su questi temi
si concentrerà l’azione della Regione Toscana
FIRENZE – Legalità, seconde generazioni, diritti: è attorno
a questi temi che si concentrerà l’azione della Regione in materia di immigrazione,
ed è attorno a questi temi che è iniziato un primo confronto con l’assessore
Salvatore Allocca nella commissione Istruzione e cultura, presieduta da Nicola
Danti. Un argomento che, per la sua complessità e per le diverse posizioni politiche
che solleva, richiederà un’ulteriore seduta della commissione prima della pausa
estiva.
“I segmenti del mercato del lavoro che interessano gli
italiani e gli immigrati non sono normalmente in competizione; ma se c’è ricorso
al lavoro nero, sì, ed è così che nascono i problemi. Ecco perché è sul fronte
della legalità e della lotta al lavoro nero che dobbiamo concentrarci”, ha detto
l’assessore. L’attenzione alle seconde generazioni, “ragazzi italiani a tutti
gli effetti”, ai diritti delle donne immigrate, “soggetti di mediazione naturale”,
l’impegno per l’alfabetizzazione e per la diffusione della conoscenza dei diritti,
per Allocca devono costituire i passi per arrivare ad un nuovo modello toscano
di integrazione.
Un modello che, secondo il presidente Danti (Pd), deve
partire proprio dai diritti delle seconde generazioni: “Cantano le nostre canzoni,
studiano i nostri poeti, parlano la nostra lingua con tutte le inflessioni dialettali
del territorio – ha detto – Non è possibile che questi ragazzi poi siano costretti
a fare la coda davanti alla questura per rinnovare il permesso di soggiorno.
E’ su questo che si gioca la partita decisiva”. Per Daniela Lastri (Pd, segretario della commissione), è il momento di
andare al cuore del problema: “Ci vuole una scelta decisa a favore del diritto
di voto alle amministrative, la Toscana deve essere di esempio, anche con una
proposta di legge al Parlamento – ha affermato – Senza diritto di voto, sarebbe
una cittadinanza a metà. E poi, il processo di integrazione va sostenuto attraverso
la scuola, con programmi specifici, e attraverso percorsi rivolti alle donne,
in particolare in ambito sanitario; penso all’infibulazione, per esempio”. Temi
questi sui quali si è detto d’accordo anche Mauro Romanelli (Fed.Sinistra-Verdi),
che ha sottolineato in particolare la necessità di “avere un contatto vivo e
diretto con le comunità”, mentre Tommaso Villa (Pdl)
ha chiesto all’assessore chiarimenti sul fatto che il Dpef
prevede il rafforzamento delle Consulte e dei Consiglio per gli stranieri: “Perché
insistere su questi strumenti?”, ha chiesto. “Dopo un entusiasmo iniziale e
una successiva delusione, c’è ora una ripresa di interesse, che non possiamo
lasciare senza sponde”, ha risposto Allocca. Il confronto proseguirà in una
successiva seduta di commissione. (ab/