INFORM - N.130 - 7 luglio 2010


IMMIGRAZIONE

Consiglio regionale toscano: l’assessore Allocca ascoltato in Commissione istruzione e cultura

Legalità, seconde generazioni, diritti: su questi temi si concentrerà l’azione della Regione Toscana

 

FIRENZE – Legalità, seconde generazioni, diritti: è attorno a questi temi che si concentrerà l’azione della Regione in materia di immigrazione, ed è attorno a questi temi che è iniziato un primo confronto con l’assessore Salvatore Allocca nella commissione Istruzione e cultura, presieduta da Nicola Danti. Un argomento che, per la sua complessità e per le diverse posizioni politiche che solleva, richiederà un’ulteriore seduta della commissione prima della pausa estiva.

“I segmenti del mercato del lavoro che interessano gli italiani e gli immigrati non sono normalmente in competizione; ma se c’è ricorso al lavoro nero, sì, ed è così che nascono i problemi. Ecco perché è sul fronte della legalità e della lotta al lavoro nero che dobbiamo concentrarci”, ha detto l’assessore. L’attenzione alle seconde generazioni, “ragazzi italiani a tutti gli effetti”, ai diritti delle donne immigrate, “soggetti di mediazione naturale”, l’impegno per l’alfabetizzazione e per la diffusione della conoscenza dei diritti, per Allocca devono costituire i passi per arrivare ad un nuovo modello toscano di integrazione.

Un modello che, secondo il presidente Danti (Pd), deve partire proprio dai diritti delle seconde generazioni: “Cantano le nostre canzoni, studiano i nostri poeti, parlano la nostra lingua con tutte le inflessioni dialettali del territorio – ha detto – Non è possibile che questi ragazzi poi siano costretti a fare la coda davanti alla questura per rinnovare il permesso di soggiorno. E’ su questo che si gioca la partita decisiva”. Per Daniela Lastri (Pd, segretario della commissione), è il momento di andare al cuore del problema: “Ci vuole una scelta decisa a favore del diritto di voto alle amministrative, la Toscana deve essere di esempio, anche con una proposta di legge al Parlamento – ha affermato – Senza diritto di voto, sarebbe una cittadinanza a metà. E poi, il processo di integrazione va sostenuto attraverso la scuola, con programmi specifici, e attraverso percorsi rivolti alle donne, in particolare in ambito sanitario; penso all’infibulazione, per esempio”. Temi questi sui quali si è detto d’accordo anche Mauro Romanelli (Fed.Sinistra-Verdi), che ha sottolineato in particolare la necessità di “avere un contatto vivo e diretto con le comunità”, mentre Tommaso Villa (Pdl) ha chiesto all’assessore chiarimenti sul fatto che il Dpef prevede il rafforzamento delle Consulte e dei Consiglio per gli stranieri: “Perché insistere su questi strumenti?”, ha chiesto. “Dopo un entusiasmo iniziale e una successiva delusione, c’è ora una ripresa di interesse, che non possiamo lasciare senza sponde”, ha risposto Allocca. Il confronto proseguirà in una successiva seduta di commissione. (ab/Inform)

 

 


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