INFORM - N.130 - 7 luglio 2010


ASSOCIAZIONI

In vista degli incontri italo-sloveni e italo-croati a Capodistria e Ragusa di Dalmazia

Anvgd: Restino in agenda del governo italiano i diritti degli esuli e delle comunità italiane in Slovenia e Croazia

 

ROMA - Gli esuli giuliano-dalmati dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia con una nota “augurano al premier Berlusconi e alla diplomazia italiana un esito felice e costruttivo degli incontri bilaterali italo-sloveni e italo-croati che si svolgeranno nei prossimi giorni tra Capodistria e Ragusa di Dalmazia, con l’occasione del “Croatia Summit” tra Paesi europei ed atlantici nella splendida città dalmata, da alcuni anni più nota con il nome slavo di Dubrovnik, che ha sostituto quello storico dell’antica Repubblica marinara, rivale della Serenissima in Adriatico, cui appartenevano invece le altre città istriane e dalmate (Pisino, Parenzo, Pola, Zara, Spalato, Traù, Sebenico, ecc.)”.

Gli esuli “ricordano al Governo italiano che in quei luoghi sono vissuti per secoli centinaia di migliaia di italiani di lingua e di cultura, fedeli alla madrepatria, di cui restano testimoni le nostre comunità nazionali ivi ancora residenti”.

La nota prosegue sottolineando che “alcuni problemi legati al loro Esodo dopo la prima e la seconda guerra mondiale sono ancora irrisolti, come quello dei beni di proprietà privata, che devono essere in parte restituiti dai nuovi Stati sovrani, in parte definitivamente risarciti dallo Stato italiano, che con essi ha pagato alla ex Iugoslavia i danni di guerra dovuti dall’intera nazione”. Si fa presente anche che “un altro problema importante è la tutela delle minoranze italiane e l’adempimento effettivo del bilinguismo in Istria e nel Quarnaro, garantiti dagli accordi internazionali e dalla stessa legislazione croata e slovena, ma che non sempre vengono rispettati nei tribunali, nei pubblici uffici, nella segnaletica stradale e autostradale”.

“Gli esuli e i loro discendenti quando tornano nelle città e nei paesi natali, come gli italiani che ancora vi abitano, hanno diritto – sottolinea l’Anvgd - di trovare il nome che quel luogo ha portato per secoli. Pola, Lussino, Fiume, Pisino, Albona sono nomi antichi quanto la storia d’Italia e della sua lingua ed è giusto che vengano usati, come in tutte le regioni plurali d’Europa. La Croazia, come già la Slovenia, entrerà presto nell’Unione Europea e nell’Alleanza Atlantica”. L’Anvg auspica che “la nuova amicizia cancelli, per quanto è realisticamente possibile, i torti del passato”. (Inform)

 

 


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