ASSOCIAZIONI
In vista degli incontri italo-sloveni e italo-croati a Capodistria e Ragusa di Dalmazia
Anvgd: Restino in agenda del governo italiano
i diritti degli esuli e delle comunità italiane in Slovenia e Croazia
ROMA - Gli esuli giuliano-dalmati
dell’
Gli esuli “ricordano al Governo italiano che in quei
luoghi sono vissuti per secoli centinaia di migliaia di italiani di lingua e
di cultura, fedeli alla madrepatria, di cui restano testimoni le nostre comunità
nazionali ivi ancora residenti”.
La nota prosegue sottolineando che “alcuni problemi legati
al loro Esodo dopo la prima e la seconda guerra mondiale sono ancora irrisolti,
come quello dei beni di proprietà privata, che devono essere in parte restituiti
dai nuovi Stati sovrani, in parte definitivamente risarciti dallo Stato italiano,
che con essi ha pagato alla ex Iugoslavia i danni di guerra dovuti dall’intera
nazione”. Si fa presente anche che “un altro problema importante è la tutela
delle minoranze italiane e l’adempimento effettivo del bilinguismo in Istria
e nel Quarnaro, garantiti dagli accordi internazionali e dalla stessa legislazione
croata e slovena, ma che non sempre vengono rispettati nei tribunali, nei pubblici
uffici, nella segnaletica stradale e autostradale”.
“Gli esuli e i loro discendenti quando tornano nelle
città e nei paesi natali, come gli italiani che ancora vi abitano, hanno diritto
– sottolinea l’Anvgd - di trovare il nome che quel
luogo ha portato per secoli. Pola, Lussino, Fiume,
Pisino, Albona sono nomi
antichi quanto la storia d’Italia e della sua lingua ed è giusto che vengano
usati, come in tutte le regioni plurali d’Europa.