QUIRINALE
Napolitano presiede la riunione del Consiglio
Supremo di Difesa
Procedere in tempi brevi ad una razionalizzazione
della Difesa
Alla riunione hanno partecipato il presidente del Consiglio Berlusconi, i ministri degli Esteri Frattini, dell'Interno Maroni, dell'Economia Tremonti, alla Difesa La Russa; il vice ministro per lo Sviluppo economico Romani; il capo di stato maggiore della Difesa generale Vincenzo Camporini.
Hanno altresì presenziato alla riunione il sottosegretario Letta; il segretario generale della presidenza della Repubblica Marra; il segretario del Consiglio supremo di difesa, generale Mosca Moschini.
Il Consiglio ha effettuato un aggiornamento sugli scenari internazionali, valutando la situazione nelle principali aree di crisi e verificando i termini qualitativi e quantitativi e le prospettive dell'impegno militare italiano complessivo, che resta irrinunciabile pur potendo conoscere redistribuzioni e alleggerimenti nell'insieme delle risorse impiegate. L'andamento delle operazioni in Afghanistan e la sostanziale validità della strategia di stabilizzazione ivi attuata dalla Comunità Internazionale hanno confermato l'opportunità di gravitare con le limitate risorse a disposizione, nei prossimi mesi ancor più decisamente che nel passato, sul potenziamento, peraltro già previsto, del contingente italiano in quell'area. In tale quadro, anche alla luce dei provvedimenti di natura finanziaria e di ridimensionamento della spesa pubblica in corso di definizione, il Consiglio ha evidenziato la necessità di procedere, in tempi brevi, ad una razionalizzazione della Difesa che consenta alle Forze Armate di recuperare le risorse necessarie per il reclutamento e l'addestramento del personale nonché per il mantenimento in efficienza e il rinnovo dei materiali essenziali all'assolvimento dei compiti primari loro assegnati nelle missioni internazionali.
La razionalizzazione
potrà anche prevedere, in particolare, una revisione dei tempi di acquisizione
di mezzi e sistemi utili ma non direttamente o immediatamente afferenti alle
esigenze operative delle missioni correnti o prevedibili nel breve termine,
in modo da concorrere al suddetto recupero di risorse a garanzia dell'efficienza
dello strumento militare. Per quel che concerne le prospettive del settore sicurezza
e difesa dell'Unione Europea, è stato evidenziato che, nel riqualificare il
comparto Difesa, occorre perseguire una struttura europea integrata che concorra
alla realizzazione di una vera unitarietà politica di intenti e contribuisca,
allo stesso tempo, ad alleggerire i bilanci nazionali dei Paesi membri eliminando
le duplicazioni di spesa oggi esistenti. (