ENOGASTRONOMIA
Vini e cucina veneti a Città del Messico
VENEZIA/CITTA’ DEL MESSICO - Qualità, varietà e versatilità
dei vini veneti sono state confermate una volta di più a livello internazionale
a Città del Messico, in abbinata alla cucina messicana proposta al ristorante
Izote di Patricia Quintana, scrittrice, ricercatrice
delle origini della cucina tradizionale di quel Paese. Sono stati proposti,
in particolare Pinot Grigio Doc Piave, Cabernet Doc
Piave, Raboso Doc Piave e Rosso di Villa (merlot doc Piave) di una azienda
veneta di Salgareda, in provincia di Treviso.
L’evento ha richiamato personalità di spicco tra i quali
Rodolfo Ghersmann, critico enogastronomico, e Alberico Peyron direttore Camera
Commercio Italiana in Messico, mentre per l’ambasciatore italiano a Città del
Messico, Roberto Spinelli, eventi e progetti come questo sono importanti per
lo scambio culturale e commerciale fra i due Paesi.
L’abbinata vini veneti–cucina messicana è stata seguita
il giorno successivo da una serata dedicata invece interamente ai vini e alla
cucina veneta, evento che si è svolto all’Osteria del Becco, ristorante di riferimento
della cucina italiana in Messico. Le pietanze sono state preparate per l’occasione
dallo chef di Vittorio Veneto Massimiliano Zanette, che a proposto un menù di sarde in saor, baccalà, coniglio, fagiano in peverada,
accompagnati da Prosecco Doc, Pinot grigio doc Piave
e da una verticale di Rosso di Villa delle annate dal 2000 al 2006.
“Eventi come questo – ha commentato l’assessore all’agricoltura
del Veneto Franco Manzato – dimostrano come il Veneto
sia vincente sui mercati quando sa proporre la singolarità, qualità e tipicità
delle sue produzioni, che escono dagli schemi della omogeneità della mondializzazione.
La nostra agricoltura, che si fonda su decine di migliaia di aziende piccole
e medie, ha proprio nella diversità, nella qualità e varietà la sua carta vincente.
Il vero problema non è quello di produrre bene, cosa che i nostri agricoltori
fanno da tempo, seguendo percorsi di continuo miglioramento basato anche su
ricerca e innovazione, ma di vendere e dunque di promuovere e rendere riconoscibili
le produzioni venete”. (