INFORM - N. 128 - 5 luglio 2010


PARTITI

A Melbourne un’assemblea promossa dal circolo Pd “Raffaello Carboni”

Il messaggio ai partecipanti di Nino Randazzo, senatore eletto nella ripartizione Asia, Africa, Oceania e Antartide

 

MELBOURNE – Nino Randazzo, senatore eletto per il Pd nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, ha inviato un messaggio all’assemblea, promossa il 3 luglio dal circolo democratico “Raffaello Carboni” di Melbourne, per protestare contro i tagli del governo, specie quelli rivolti alle politiche per gli italiani all’estero. Presente alla manifestazione, avvenuta mentre Randazzo si trovava con la delegazione italiana presso l’Assemblea parlamentare dell’OSCE a Oslo, il deputato eletto per il Pd nella medesima ripartizione Marco Fedi.

Nel messaggio il senatore Pd ha espresso rammarico per la sua assenza, insieme alla gioia “per la constatazione che anche in Australia si presenti l’occasione di unirsi a quei numerosi italiani in patria e all’estero che stanno manifestando contro i programmi del governo”. Programmi che per Randazzo si traducono in “una precisa politica mirata al soffocamento e allo smantellamento graduale delle esistenti forme di rappresentanza democratica elettiva dei cittadini italiani all’estero, quali i Comites e il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero” e che lo inducono a temere “persino una marcia indietro” rispetto all’esercizio del diritto di voto all’estero.

A questo proposito l’esponente Pd richiama la riforma di Comites e Cgie attualmente in discussione al Parlamento, che egli definisce “punitiva” e atta a “sfiduciare, indebolire, stancare e delegittimare i due organismi istituzionali”, “senza contare – aggiunge - le varie proposte di legge in ambedue i rami del Parlamento per snaturare, ridurre ai minimi termini e persino abolire del tutto la rappresentanza parlamentare degli italiani all’estero”.

Randazzo ha inoltre spiegato come il secondo rinvio del rinnovo degli organi di rappresentanza degli italiani all’estero “verrebbe a prorogare, stiracchiare di tre anni la durata di Comites e Cgie, come per attendere la morte per inerzia dei due organismi, la cui scadenza è stabilita su base quinquennale dalla legge istitutiva”. In questo ultimo caso si assisterebbe perciò ad “una forzatura del tutto ingiustificabile e inaccettabile” della durata degli organismi.

Anche la giustificazione adotta per il rinvio, ossia il completamento della riforma di Comites e Cgie, non viene ritenuta accettabile dal senatore  del Pd che segnala come il disegno di legge di riforma sia “ parcheggiato, arenato da mesi in Commissione Affari Esteri ed Emigrazione del Senato”.

Secondo l’esponente del Pd, al fine di rispondere a questa errata politica nei confronti degli italiani all’estero e respingere la politica secessionista della Lega, occorre continuare a tenere alti i valori di un’integra italianità, resistere e protestare con tutti i mezzi disponibili in una società democratica e celebrare con tutto lo slancio possibile il centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia durante tutto il 2011. (Inform)


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