CULTURA
Inizia
il 10 luglio la manifestazione alla scoperta del passato della Toscana
Più di 200 gli eventi di “Notti dell’Archeologia
In calendario aperture notturne, spettacoli,
rassegne cinematografiche
FIRENZE - Sono oltre 200 gli appuntamenti che compongono il programma di Notti dell'Archeologia, la manifestazione estiva che si terrà dal 10 al 31 luglio per scoprire il passato della Toscana attraverso aperture notturne ed eventi in 115 musei, parchi e aree archeologiche. “Il patrimonio archeologico è diffuso su tutto il territorio regionale – afferma l'assessore alla cultura Cristina Scaletti. – Non c'è luogo, si può dire, che non abbia una rovina o una traccia di chi nei secoli ci ha preceduto. Per questa vicinanza vorremmo che ognuno potesse trovare nel programma un appuntamento a misura di un suo interesse. I musei, l'associazione che li riunisce, la soprintendenza dei Beni Archeologici si sono dati da fare proprio per raggiungere questo obiettivo”. Per questo all'interno del programma è possibile scegliere tra 200 iniziative presenti in 82 Comuni della Toscana, che usano diversi linguaggi contemporanei adatti a pubblici di tutte le età: dal cinema, allo spettacolo, all'esplorazione.
Ai ragazzi è dedicata
la rassegna cinematografica “I giovani e
Per chi ama il
teatro invece viene riproposta la rassegna “Archeologia narrante”, realizzata
dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze e dalla Fondazione Toscana Spettacolo,
e giunta quest'anno alla quarta edizione. Un calendario di nove spettacoli centrati
sulla mitologia e la letteratura classica – da Omero ed Eschilo ai drammi di
Dürrenmat – ambientati in borghi antichi e nelle aree archeologiche di
“La Toscana e
i suoi grandi archeologi” è il ciclo di incontri, mostre, conferenze dedicate
come ogni anno ad un tema specifico, quest'anno appunto i grandi archeologi
che hanno permesso la scoperta delle radici delle civiltà della nostra regione:
tra i nomi più illustri Luigi
Infine attività
didattiche e di laboratorio, trekking, visite guidate completano il programma.
I musei, i parchi e le aree archeologiche che quest'anno partecipano alla manifestazione
“non esauriscono il panorama dell'archeologia”, spiega l'assessore Scaletti,
ma “compongono un quadro che può emozionare e soddisfare, allo stesso tempo,
un bisogno attuale di conoscenze a partire dalle origini del paesaggio in cui
viviamo”. Un patrimonio che può dire ancora molto sul presente e che per questo
merita il riconoscimento del suo valore da parte della popolazione. “Secondo
alcuni la nostra società non sarebbe in grado di produrre rovine perché non
potrebbero mai essere testimonianze di spessore temporale – conclude Scaletti
- Può essere un motivo in più per capire, apprezzare e tutelare quelle che abbiamo
di fronte a noi”. (