ITALIANI ALL’ESTERO
Il direttore generale della Migrantes
Perego su voto all’estero, mondo delle associazioni e ruolo dei patronati
“L’associazionismo è importante per la tutela dei diritti
civili, politici e sociali degli emigranti italiani nel mondo e deve porsi delle
domande su come possa essere ancora fortemente rappresentativo di una realtà”
ROMA - La recente nomina alla presidenza della Cne di Luigi Papais, vice presidente
dell’Ucemi, giunge in un momento particolarmente delicato
per il mondo dell’emigrazione italiana. Mentre infatti dallo stesso Presidente
del Consiglio giungono indicazioni sulla necessità di rivedere la legge
attuativa del voto all’estero, si attende da un giorno all’altro la ripresa
dell’iter parlamentare al Senato della riforma di Comites e Cgie. Un disegno di legge,
quest’ultimo, apertamente criticato dall’attuale Consiglio Generale, insieme
al decreto che rinvia nuovamente le elezioni degli organismi di rappresentanza
degli italiani all’estero. In questa situazione ricca di polemiche e in pieno
divenire assume una particolare importanza il ruolo del mondo dell’associazionismo
in emigrazione che è chiamato a tenere saldi i legami fra le comunità all’estero
e la terrà d’origine, nonché alle sfide del rinnovamento generazionale dei quadri
sociali e della tutela dei connazionali più deboli ed indigenti. Tutti settori,
quest’ultimi, in cui l’associazionismo cattolico ha fatto da sempre
sentire la propria voce, cercando di tenere saldi i principi della solidarietà
e della famiglia su cui ha basato la sua azione al fianco delle nostre comunità
all’estero. Per tentare di fare il punto sulla complessa attualità dell’emigrazione
italiana, senza perdere di vista cosa voglia dire il passato, abbiamo dunque
rivolto alcune domande al direttore generale della Fondazione Migrantes,
mons. Giancarlo Perego.
Nel prossimo biennio
Per noi la scelta della Cne
è particolarmente significativa essendo Papais legato
alla grande tradizione del mondo cattolico fra gli emigranti. Papais potrà dare sicuramente un contributo significativo
per quanto riguarda le problematiche che oggi interessano il mondo dell’emigrazione
italiana all’estero. Una realtà che sta cambiando e che richiede sul piano sociale,
culturale e politico una nuova attenzione.
Da mesi è stato avviato l’iter parlamentare della
riforma dei Comites e del Cgie
ed appare ormai certa una revisione della legge attuativa del voto all’estero.
Per i nostri connazionali si profila un complesso periodo di cambiamento. Come
inquadra questo momento di transizione?
Effettivamente è un momento di transizione per le nostre
comunità nel mondo. Credo comunque che alcune tematiche legate all’emigrazione,
sempre seguite con attenzione dal nostro mondo, come i ricongiungimenti familiari,
il voto all’estero e l’associazionismo, rimangano ancora oggi centrali. Per
quanto concerne i ricongiungimenti non bisogna dimenticare che un’emigrazione
legata soltanto all’esperienza lavorativa e lontana dal concetto di famiglia
risulterebbe senz’altro debole. Anche la questione della partecipazione e quindi
del voto rimane centrale e questo perché di fronte ad un’emigrazione tante volte
fortemente precaria e mobile, il tema dell’assunzione di alcuni diritti civili
è ancora significativo. Anche l’associazionismo è un elemento importante perché
fa in modo che la nostra emigrazione venga accompagnata da tutta una storia
culturale, religiosa e sociale che rappresenta un valore aggiunto per le stesse
comunità italiane all’estero.
La proposta di riforma degli organi di rappresentanza
degli italiani all’estero, attualmente in discussione al Senato, è stata da
più parti criticata per il rischio che finisca con l’essere penalizzato il mondo
l’associazionismo in emigrazione. Cosa pensa in proposito?
Noi speriamo che si torni a consideralo importante. E’
chiaro che anche l’associazionismo deve farsi alcune domande su come in questi
anni si è mosso e come possa essere ancora fortemente rappresentativo di una
realtà. Credo però che sia ancora un elemento importante in ordine proprio alla
tutela di alcuni diritti civili politici e sociali degli emigranti italiani
all’estero.
Io credo che ancora una volta il patronato e
Un’ultima domanda. Vi sono iniziative della Migrantes per il mondo dell’emigrazione italiana su cui lei
punta in maniera particolare?
Noi ci stiamo innanzitutto preparando al due dicembre
quando vi sarà la presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo. Un’indagine
che ormai sta diventando tradizionale e che vogliamo far divenire sempre di
più uno strumento di consapevolezza di un’altra Italia che è nel mondo e che
è comunque un tassello importante per la costruzione dell’unità del nostro paese
e, allo stesso tempo, per la costruzione di un valore aggiunto sul piano
culturale. L’emigrazione è sempre stata una grande risorsa, anche di rinnovamento
dell’Italia. In questo senso allora credo che il Rapporto Italiani nel Mondo,
che noi presenteremo a Roma, in tante città d’Italia ed all’estero, possa diventare
uno strumento significativo per rendersi sempre consapevoli del valore di questa
esperienza fortemente umana e sociale.(Goffredo Morgia – Inform)