INFORM - N.126- 1 luglio 2010


AFRICA

A Roma, Forum “Italy and Africa Partners in Business” organizzato da Ministero Sviluppo Economico, Ministero Affari Esteri e Simest

Frattini: Superare logiche assistenzialiste

 

ROMA –Infrastrutture e agroindustria sono al centro della seconda edizione del Forum “Italy and Africa Partners in Business”, che si tiene a Roma l’1 e 2 luglio, organizzato dal Ministero dello Sviluppo Economico, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e con Simest.

Invitati i competenti ministri di 24 Paesi africani (13 Paesi per l’Agricoltura, 11 per le Infrastrutture), individuati in particolare sulla base dell’andamento delle relazioni bilaterali con l’Italia, con la prospettiva di farle crescere ulteriormente.

Il forum dedica quest’anno particolare attenzione all’individuazione delle opportunità di partnership commerciale e industriale tra imprese italiane e africane in questi settori

“Serve un “reale partenariato” che “consideri l'Africa come un'opportunità e non come un problema per il mondo”, ha sottolineato il ministro degli Esteri Franco Frattini, aprendo il convegno. Secondo il ministro “superare le logiche assistenzialiste del passato" ha significato "venire incontro sia alle esigenze dei Paesi africani, che oggi chiedono non soltanto aiuti ma investimenti, sia a quelle del mondo imprenditoriale italiano, che ha tutto da guadagnare da un'Italia più presente e che conta di più in Africa”.

Per Frattini “è finito il tempo dell'aiuto allo sviluppo che poi scompare”. E’, invece, “il tempo degli investimenti stabili che si radicano sul territorio e generano nuovo sviluppo”. Frattini ha ricordato le “Country presentation” (le prossime saranno Kenya e Uganda): un “metodo innovativo” che mette in contatto diretto con le Associazioni di categoria e il mondo imprenditoriale italiano il vertice politico e i responsabili delle Agenzie di promozione degli investimenti dei Paesi africani.

Frattini ha poi puntualizzato che “non è uno slogan” parlare di centralità politica dell'Africa nelle relazioni internazionali, perché senza un rapporto stretto di collaborazione “non possiamo combattere il terrorismo, i traffici di esseri umani e di droga, il cambiamento climatico che colpisce in primo luogo l'Africa” che ha nel bacino del Congo il secondo polmone verde del mondo. E senza l'Africa, ha detto ancora il titolare della Farnesina, “non possiamo affrontare il tema della sicurezza energetica, particolarmente sensibile per un Paese come l'Italia grande importatore di gas e di petrolio”.(Inform)

 

 


Vai a: