MOSTRE
All’Istituto Italiano di Cultura opere di Marco Gerbi,artista
fiorentino che vive in Slovacchia
“Uomini, donne e bugie” a Budapest
BUDAPEST –
Da domani e per tutto il mese di luglio l’Istituto Italiano di Cultura di Budapest
(1088 Budapest, Brňdy S. u. 8.) ospiterŕ la mostra
“Uomini, donne e bugie” di Marco Gerbi.
Marco Gerbi, nato a Firenze nel 1966, autodidatta, cultore di studi
classici, giŕ alla fine degli anni ’80 entra in contatto con nuove realtŕ artistiche,
anche internazionali.
La prima mostra
č del 1995, nell’ambito della collettiva “Alchimia dell’immagine”, organizzata
dal Comune di Pontassieve (FI), dove presenta una selezione di lavori realizzati
con una tecnica basata sull’utilizzo di inchiostri tipografici e la cui ispirazione
č da ricercare soprattutto nei movimenti artistici toscani degli anni ’60.
A Firenze conosce
Roberto Malquori, collegato al Gruppo 70, al Centro
Techme, al Bauhaus situazionista
scandinavo e scopre di avere punti in comune con l’opera di quest’artista.
Nel 2000 lascia
l’Italia e si trasferisce in Slovacchia dove si accosta ad artisti come Alena
Adamíková, Daniel Brumovsky,
Ludovít Lehem, Ernest Zmeták, Uriana Zmetáková.
Fra il 2005
e il 2009 tiene numerose personali e collettive, tra cui, degne di nota quelle
presso il Castello Rinascimentale di Galanta, il Palazzo
Zichy a Bratislava, il Centro Culturale di Pezinok e presso l’Istituto Italiano di Cultura di Praga.
Nello stesso
periodo in Italia partecipa a varie collettive, tra cui, quelle alla Fonderia
delle Arti di Roma, al Museo della Polizia a Roma, al Museo della Microarte
di Pietrabbondante (IS) e al Museo Archeologico di Palazzo Doria
Pamphilj di Valmontone (RM).
Marco Gerbi vive e crea a Svaty Jur (Slovacchia). (