MADE IN ITALY
Frattini, marchio 'Halal' per
lanciare un ponte verso i musulmani
ROMA - Un made in Italy adatto
ai paesi musulmani e rispettoso, anche in Italia, delle regole coraniche. E'
il senso del marchio “Halal”, sponsorizzato dai Ministeri
degli Esteri, dello Sviluppo economico, della Salute e delle Politiche agricole
che, oggi alla Farnesina, hanno firmato una convenzione interministeriale a
sostegno dell'iniziativa della COREIS (Comunità religiosa islamica) Italiana.
“Vogliamo lanciare dei ponti, non mettere dei muri”,
ha detto il ministro Franco Frattini, spiegando che il progetto Halal è “finalizzato alla creazione di un marchio di qualità
nel rispetto delle leggi coraniche, uno strumento che abbiamo incoraggiato per
l'accesso ai mercati sempre più interessanti dei paesi musulmani”.
Il progetto pilota in materia è stato realizzato della
Camera di Commercio di Milano, che ha istituito al proprio interno un apposito
organo, con marchio registrato, che rilascerà su scala nazionale ai prodotti
italiani certificazioni “Halal” garantite da un elevato
grado di serietà e trasparenza, in totale conformità con la normativa italiana
ed europea in materia sanitaria.
Il progetto di certificazione “Halal”
rientra nell’ambito delle iniziative realizzate dal Ministero degli Affari Esteri
a sostegno dell’internazionalizzazione del sistema produttivo italiano e, attraverso
attività mirate a facilitare l’accesso ai mercati islamici dei prodotti dell’eccellenza
del made in Italy, potrà contribuire a rafforzare
il collegamento tra l’Italia ed i Paesi a maggioranza musulmana. Il volume di
affari nel mondo dei prodotti alimentari, farmaceutici e cosmetici la cui filiera
produttiva segue i dettami del Corano, è di 500 miliardi di euro, e di 54 miliardi
solo in Europa. (