STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO
Da
“America Oggi”
Carabinieri al Palazzo di Vetro. Accordo
di cooperazione ONU-CoESPU
NEW YORK. Giornata storica ieri mattina a New York per l'Italia grazie all'Arma dei carabinieri: il Generale di Corpo d'Armata Emilio Borghini ha firmato al Palazzo di Vetro, insieme con l'Assistant Secretary General del Dipartimento per le Operazioni di Pace delle Nazioni Unite, Dmitry Titov, un accordo di cooperazione tra l'Onu e il CoESPU, il Centro di Eccellenza delle Unità di Polizia di Stabilità gestito dall'Arma dei Carabinieri in collaborazione con gli Stati Uniti.
L'intesa è un chiaro riconoscimento al lavoro svolto in questi anni dal Centro di Vicenza (istituito 5 anni fa durante il vertice del G8 di Sea Island, Usa) che ha addestrato oltre 2500 formatori e quadric provenienti dai Paesi emergenti, in maggioranza africani.
Ieri mattina, dopo la firma del "Memorandum of Uderstanding", l'Ambasciatore d'Italia Cesare Ragaglini ha tenuto, con accanto il Generale Borghini, una conferenza stampa in cui sono state spiegate le ragioni e le opportunità di questo accordo siglato con l'Onu, finora senza precedenti.
Ragaglini ha spiegato che con l'accordo le Nazioni Unite riconoscono il contributo fornito dai Carabinieri per l'addestramento delle forze poi utilizzate dal'Onu, forze che abbinano capacità militari a quelle di polizia e di assistenza alle popolazioni civili, per il ripristino della sicurezza e della legalità, compiti che i caschi blu dell'Onu svolgono durante le missioni di mantenimento della pace nelle diverse aree di crisi del mondo.
L'intesa, hanno spiegato Ragaglini
e Borghini, prevede una stretta collaborazione ed un coordinamento sull'addestramento
e la preparazione del personale da impiegare in tali missioni, non solo tra
New York e Vicenza, ma anche per l'invio in diversi Paesi di squadre di specialisti
per aiutare i formatori ed i quadri già addestrati a Vicenza nella preparazione
delle unità di polizia destinate all'Onu. Lo stesso inedito accordo comprende
inoltre l'aggiornamento continuo dei moduli addestrativi sulla base della dottrina
e delle procedure d'impiego Onu, lo scambio di ufficiali di collegamento tra
il Palazzo di Vetro ed il CoESPU, corsi speciali per il personale di polizia
delle Nazioni Unite di stanza nella base logistica UN di Brindisi, "che
serve per tutte le operazioni di pace dell'Onu" ha sottolineato Ragaglini.
"A Vicenza, nella stessa classe, siamo riusciti ad addestrare gendarmi
indiani e pakistani" ha detto il Generale Borghini con una punta d'orgoglio.
L'obiettivo strategico del Memorandum, ha detto Ragaglini, è quello di diffondere,
nell'ambito degli Stati che forniscono unità di polizia alle missioni di pace
delle Nazioni Unite, il sistema di addestramento già sperimentato con successo
dai
"L'Italia è il primo contributore di truppe tra i Paesi Ue e G8 e il sesto in contributi finanziari" ha ribadito l'ambasciatore Ragaglini che ha poi aggiunto: "Il tutto si può sintetizzare con le parole del Segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon, che in questa occasione ha detto come l'Italia sia ‘The Ideal Partener for the United Nations".
Il generale Borghini ha ricordato l'impegno dell' Arma nell'addestrare soldati dispiegati dall'Onu in paesi come Iraq e Afghanistan, ma anche in Darfur così come in Kosovo e Libano. "In situazioni così delicate, bisogna parlare due lingue: quella civile e quella militare", ha detto Borghini, che ha anche ricordato il ruolo storico dell'Arma, che era nata "per informare il re dei bisogni della popolazione civile".
Ragaglini ha definito la missione in Libano uno dei più grandi successi dell'Onu, e quindi un grande motivo d'orgoglio per l'Italia e i suoi soldati. Infine Ragaglini e Borghini hanno entrambi ribadito come il ruolo delle donne in divisa per queste missioni di pace sarà sempre più importante, soprattutto per riuscire a conquistare la fiducia della popolazione femminile e dei bambini nei Paesi sconvolti dalla guerra. I giornalisti hanno chiesto chi pagherà il conto di questi addestramenti e missioni. "Il Parlamento italiano ha già finanziato due miliardi di dollari" ha detto Ragaglini, che ha definitivo "lungimiranti" gli sforzi dell'Italia. In questo caso, sia la scuola di addestramento di Vicenza che le missioni dei carabinieri all'estero vengono finanziate anche con il contributo finanziario degli Stati Uniti. (Stefano Vaccara-America Oggi)