MOSTRE
Inaugurata a Firenze l’esposizione itinerante sui copricapo
di paglia “Dalla spiga al cappello”
Narducci: “Bisogna essere presenti con il gusto innovativo
anche in uno scenario economico fortemente globalizzato avendo contezza delle
proprie tradizioni e della propria memoria storica”
FIRENZE - “Dalla
spiga al cappello”, è questa la mostra itinerante che ha portato a Firenze la
rassegna sui cappelli di paglia. Alla presentazione della mostra, che ha avuto
luogo il 28 giugno presso il museo “Marino Marini” di Firenze, hanno preso parte
l’ambasciatore della Svizzera in Italia Bernardino Ragazzoni, il sindaco della
città Wohlen Walter Dubler, che era accompagnato dall’intero esecutivo comunale,
e il vice presidente della Commissione
L’esposizione
itinerante celebra quell’intreccio storico, industriale e culturale che ha interessato
la Svizzera, l’Inghilterra e l’Italia, attraverso la città di Firenze. La produzione
e la commercializzazione di prodotti di cappelleria intrecciati con la paglia
legano infatti da oltre 200 anni Firenze a Wohlen, la città svizzera del cantone
Argovia, e a Luton nel Bedfordshire a nord-ovest di Londra. Anche se si hanno
notizie della fabbricazione di cappelli sin dal
“Iniziò un’attività
che pian piano entrò nella moda ordinaria europea e che si alimentò dell’operosità
delle popolazioni di quei tre centri europei, che a ben dire hanno dato vita
alla tradizione del cappello di paglia nel mondo arrivando fino ai nostri giorni.
– Ha ricordato nel corso dell’inaugurazione della mostra Franco Narducci - Una
tradizione che ci riporta alle immagini di un mondo lontano, quello dell’artigianato
di grande qualità di cui si sta perdendo traccia, e alle immagini bellissime,
dense di speranze e di ottimismo, che tra a fine dell’ottocento e l’inizio
del novecento animarono la “belle époque”. Oggi fieri di questo know-how
siamo chiamati a trovare nuove strade di collaborazione tra queste storiche
realtà che attraversano l’Europa per essere presenti con il gusto innovativo
e forte di un continente che sa parlare al mondo anche in uno scenario economico
fortemente globalizzato ed ha contezza delle proprie tradizioni e della propria
memoria storica”. Un grazie particolarmente sentito è stato indirizzato da Narducci
alle autorità comunali di Firenze e ai curatori della mostra per la passione
autentica e per la competenza con cui hanno allestito l’evento.(